Un patto nazionale per rilanciare l’export

Sono state illustrate le linee strategiche in materia di sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo, alla luce dell’attuale contingenza economica e sanitaria. All’evento, convocato su iniziativa del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, hanno partecipato innumerevoli membri dell’attuale Governo, nonché i principali enti preposti al sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale. Si tratta, ha spiegato Di Maio, di una strategia “ambiziosa ma solida” che si regge su sei pilastri: comunicazione; promozione integrata; formazione–informazione; e-commerce; sistema fieristico; finanza agevolata. Di Maio ha firmato il patto con i colleghi di Governo Teresa Bellanova (Politiche agricole), Roberto Gualtieri (Economia), Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti), Gaetano Manfredi (Università e Ricerca), Dario Franceschini (Beni e Attività culturali e Turismo), e Paola Pisano (Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione).

Presenti all’evento di presentazione anche i sottosegretari Gian Paolo Manzella (Sviluppo economico), Manlio Di Stefano (Esteri), il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, nonché i principali enti preposti al sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo, tra cui Agenzia Ice, Gruppo Cdp, Sace, Simet, Invitalia e Commissario Generale per Expo Dubai 2020, Confindustria e una ventina di associazioni rappresentative del sistema imprenditoriale. Ad illustrare i “sei pilastri” che compongono la strategia della Farnesina è stato il direttore generale per il sistema Paese del Maeci, l’ambasciatore Lorenzo Angeloni: “Comunicazione, formazione e informazione, e–commerce, sistema fieristico, promozione integrata e finanza agevolata i pilastri di una strategia sostenuta da “straordinarie risorse” mobilitate per sostenere le imprese”. “Il Fondo 394 gestito da Simest – ha ricordato Angeloni – ha oggi una dotazione più che triplicata rispetto al 2019 e presenta numerose e rilevanti novità tra cui l’estensione ai Paesi dell’Ue e la possibilità di finanziare la partecipazione a fiere in Italia”.

Le istituzioni stanno tentando di rispondere all’esigenza di sostegno in tema di formazione e informazione manifestata dal mondo delle imprese, rivolgendosi a tutte quelle realtà produttive che innescano circoli virtuosi di crescita e sviluppo nei nostri territori: anche a coloro che non abbiano ancora affrontato la sfida dei mercati esteri o che si trovino in una delle aree del Paese dove la propensione all’export è meno utilizzata e poco sviluppata. Ricordiamo che prima di intraprendere un progetto sui mercati internazionali, è fondamentale attuare un processo di accurata valutazione iniziale. Non sono solo la diversità linguistica o culturale a pesare, ma anche possibili situazioni di incertezza, indipendenti dal proprio operato e legate al contesto locale, che possono compromettere l’operazione di internazionalizzazione. Un mondo conosciuto molto bene dai protagonisti dell’internazionalizzazione del Mediterraneo.

Sergio Passariello, ceo di Euromed International Trade, in occasione della presentazione del Patto per l’Export ha dichiarato: “Salutiamo con molto piacere l’azione intrapresa dal governo in favore dell’innovazione e della digitalizzazione per le imprese della nostra Penisola. Anche il lancio di attività di comunicazione resta una priorità importantissima per la tutela del Made in Italy. Tuttavia – continua Passariello – chiedo al governo di valutare con attenzione l’allocazione di risorse a favore di enti pubblici, che spesso in passato hanno dimostrano di non essere in grado di sostenere adeguatamente l’azione di promozione del sistema paese. Abbiamo tante giovani start up e società che da sempre svolgono marketing e comunicazione accanto alle imprese perché non coinvolgere loro? Lo stesso vale per l’idea di coinvolgere le camere di commercio all’estero per la promozione e le fiere. È importante creare sinergie ma attenzione a concedere finanziamenti a pioggia e ad alcune strutture che nel corso degli anni hanno dimostrato di non essere efficaci per la crescita delle imprese italiane all’estero.

Vanno premiate quelle Camere estere che davvero hanno dimostrato di sviluppare risultati concreti, misurabili e monitorabili, anche grazie agli strumenti digitali, e che presentino statuti interni aperti, democratici e collaborativi con le realtà imprenditoriali ubicate in un dato contesto geografico. L’innovazione deve viaggiare con l’export, ma che sia autenticamente innovazione anche relazionale, conclude Passariello. Un mondo che necessita di digitalizzazione e innovazione. La Risk map, elaborata dal governo, permette di ottenere per ciascuna nazione la valutazione delle diverse tipologie di rischio (economico, monetario, Paese e tecnico). L’Export Map, invece, permette, attraverso l’Export Opportunity Index, di visualizzare le migliori opportunità per le esportazioni italiane nel mondo. Questi strumenti sono corredati da schede paese approfondite scaricabili online. Nel patto sottoscritto si legge che la programmazione avviata per l’export riassume le risorse straordinarie stanziate dal governo per circa 1,4 miliardi di euro, con cui si rafforzeranno gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese e si adotterà un’azione promozionale di ampio respiro.

Per quanto riguarda il budget al momento disponibile, nel documento si spiega che “316 milioni di euro vanno per il Piano straordinario Made in Italy e per gli altri programmi promozionali dell’Ice; 8 milioni, in favore della rete delle Camere di commercio italiane all’estero, a valere sulle annualità del programma “True Italian Taste”, per attività di promozione delle eccellenze agroalimentari italiane e di contrasto all’Italian sounding; fino a 200 miliardi di garanzie statali per le imprese italiane attivabili attraverso la Sace, ai quali si aggiunge il potenziamento del sostegno finanziario all’export mediante l’assicurazione degli impegni in favore delle imprese italiane esportatrici da parte di Sace per il 10 per cento e da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze, per conto dello Stato, per il 90 per cento”. Risorse straordinarie stanziate dal governo nel patto per l’export, che rafforzeranno gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese con un’azione promozionale di ampio respiro.