Il Covid-19 manda al tappeto il mercato immobiliare italiano

Soffre (pure) il “mattone” per l’emergenza coronavirus: nel mese di marzo, il mercato immobiliare, nelle maggiori città italiane, ha subito flessioni che partono “da un -25% a Bologna e Firenze, fino a riduzioni di oltre il 50 per cento a Milano, centro cui spetta il record negativo”, anche perché nel capoluogo lombardo c’è stata “anche la chiusura a singhiozzo delle conservatorie dei Registri immobiliari”. Compravendite di case in affanno, al tempo stesso, nei grandi agglomerati urbani del Centro-Sud, poiché a Roma, Napoli, Bari e Palermo “si registrano flessioni tra il 43% e il 47% circa”.

Le cifre affiorano dalla lettura dei dati statistici notarili da parte del Consiglio nazionale del Notariato, che ha analizzato l’andamento degli acquisti di immobili e dei prestiti contratti per comprare abitazioni e altro genere di strutture nel mese in cui la Penisola s’è “bloccata” per fronteggiare il contagio da Covid-19.

L’area milanese vede, sul fronte delle compravendite di beni immobili (fabbricati abitativi), una discesa del 55,4%, mentre per i fabbricati strumentali il calo è del 59,3% ed “il decremento per le compravendite di terreni agricoli è del 74,9%, mentre il calo di quelle di terreni edificabili è del 57,7 per cento”; scendendo, invece, nella Capitale, i professionisti osservano che cessioni e acquisiti di fabbricati abitativi sono diminuite del 42,9%, mentre quelle che riguardano i beni immobili strumentali del 50,9%, sul fronte dei terreni si è registrato un -50,5% per quanto riguarda il settore agricolo e -67,9% per i terreni edificabili. Per quel che attiene ai mutui ipotecari, viene messo in evidenza, il dato più negativo è ancora una volta quello di Milano (la discesa, al confronto con la performance del marzo 2019 è del 54,5%), a cui seguono Verona (-45,5%), Napoli (-41,2%), Bari (-40,7%), Palermo (-39,2%), Roma e Torino (-35,1%).

Meno marcato il decremento di Firenze (-11,1% al confronto con l’anno passato) e Bologna (-13,6%). I notai, inoltre, considerano “decisamente disomogeneo” l’andamento delle surroghe (i trasferimenti dei mutui ad un’altra banca a condizioni più favorevoli, ndr) “che – con numeri bassi in senso assoluto che influenzano, quindi, le oscillazioni in percentuale – vede inaspettatamente segnare un aumento di oltre il 66% a Firenze e del 27,6% a Bologna, rispetto ad una riduzione del 44,3% a Bari e di oltre il 53% a Cagliari”.