La crescente cooperazione alimentare tra Italia e Tunisia

La settimana scorsa ha visto annodarsi un prezioso appuntamento per le relazioni tra Italia e Tunisia. In occasione della presentazione del programma della “IV Settimana della cucina italiana nel mondo”, evento annuale promosso dal ministero degli Esteri in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dell’Istruzione e Sviluppo economico, i due Paesi del Mediterraneo, l’Italia e la Tunisia, hanno approfondito le opportunità di network e collaborazione. Al centro del dibattito le politiche sulla sicurezza alimentare. “Il tema dell’educazione alimentare, al centro di questa edizione della Settimana della cucina italiana, è di estrema importanza e di grande attualità a livello globale”, ha sottolineato Lorenzo Fanara, ambasciatore d’Italia in Tunisia. Grande attenzione è stata riservata al progetto Grani antichi di Tunisia, che ha visto collaborare i due paesi sulla scoperta delle antiche tradizioni di coltivazione del grano e la produzione di prodotti derivati autoctoni.

Il focus è il prodotto delle tematiche espresse del Festival Cerealia 2019 incentrate su “L’etica nel piatto: cibo, salute e ambiente”, approfondendo il tema delle cucine identitarie, di primario interesse per la Rete associativa e organizzativa costituitasi. Alimentazione e opportunità di occupazione, promuovendo lo sviluppo sostenibile. Nel tentativo di rafforzare tale impegno, il 22 novembre si è svolto un importante incontro, presso la prestigiosa Sede del governatorato di Manouba, tra la delegazione italiana guidata da Franz Martinelli, presidente della Gi&Me. Association, accompagnato da Kais Ben Amar del Rotary Club Tunis Méditerranée e da Marzouk Mejri, presidente dell’Associazione Slow Food Tebourba e Raja Trabilssi, Governeur de la Manouba. L’ingegnere Franz Martinelli ha consegnato il report del progetto “Grani antichi di Tunisia” in lingua francese, finanziato dalla Rotary Fondation e sono state delineate le possibilità per dar vita a forme di collaborazione con il governatorato per incrementare la produzione del grano antico, grazie anche alle iniziative di Laila Mhamdi (Associazione Irada), che ha riferito di aver sostenuto e dato vita ad una “société mutuelle” per la produzione di grano antico Mahmoud su un territorio 100 ettari.

Una visione che parte dal Nord Africa, con l’occhio su tutto il Mediterraneo e che grazie al progetto del Rotary ha già dato vita a Tebourba, a circa 30 chilometri da Tunisi, al primo locale con il forno per la produzione del pane da grani antichi e per il loro stoccaggio, il confezionamento e la vendita dei prodotti derivati come burgul e couscous. Ricordiamo che l’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia con interscambio bilaterale nel 2017 attorno ai 5,6 miliardi di euro, e un saldo in attivo. Siamo il secondo cliente e il primo fornitore della Tunisia, con una quota di mercato del 15,5 per cento. La presenza economica italiana in Tunisia è solida e dinamica, annoverando oltre 850 società (la maggior parte delle quali sono totalmente esportatrici). Inoltre, le Autorità tunisine stanno valorizzando e tutelando l’esigenza di rassicurare gli imprenditori stranieri sul miglioramento del clima d’affari nella nuova Tunisia e, per quanto riguarda le imprese italiane, sulle opportunità di investimento e partenariato che verranno offerte al nostro Sistema Paese.

Le condizioni di sicurezza, notevolmente migliorate negli ultimi mesi, non rappresentano più un fattore di resistenza per le nostre imprese interessate ad investire nel paese. La creazione di progetti comuni con al centro politiche agroalimentari è tra le priorità della regione che insegue sicurezza e sostenibilità alimentare. La collocazione geografica e la vicinanza nel Mediterraneo aiutano ulteriormente a comprendere le esigenze alimentari ed occupazionali, favorendo ulteriormente la collaborazione tra la Tunisia e la nostra Penisola.