Confindustria: “L’Italia è in bilico tra ripresa e recessione”

Il Pil è fermo. Sia quest’anno che nel 2020. Se non si registreranno politiche adeguate, l’Italia rischierà la recessione. È questo l’inquietante monito lanciato dal Centro studi di Confindustria. “L’Italia – si legge nel rapporto – è ancora sulla soglia della crescita zero, rischiando di cadere in recessione in caso di nuovi shock”. Il Centro studi aggiorna le sue previsioni e certifica un dato allarmante: “l’Italia è in bilico tra ripresa e recessione”. A “politiche invariate”, con il rialzo di Iva e accise, gli economisti di Via dell’Astronomia stimano un Pil fermo sia nel 2019 sia l’anno prossimo quando, invece, “crescerebbe dello 0,4 per cento” se “l’aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit”.

Gli industriali propongono di ampliare la platea dei beneficiari del “bonus 80 euro” a “quei quattro milioni di contribuenti lavoratori dipendenti incipienti” e di allineare all’aliquota del primo scaglione Irpef anche il secondo scaglione: “comporterebbe risparmi fiscali per il 56 per cento dei contribuenti Irpef ed un costo per lo Stato di circa 8 miliardi”.

Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, “gli scenari principali previsti dal rapporto di Confindustria, zero crescita non disattivando le clausole Iva o una lieve crescita ma disattivandole in deficit, fortunatamente e positivamente sono esclusi dalla Nadef, che prevede di disattivare completamente le clausole Iva, ma non integralmente in deficit e mettendo il debito in un trend discendente”.