L’economia europea nelle mani di Mario Draghi

Mario Draghi oggi presiede la penultima riunione della Bce. Il suo mandato si è caratterizzato per il taglio dei tassi a sorpresa. Inoltre, ha immesso liquidità nei mercati risollevando le banche e comprando titoli di Stato. Grazie al Quantitative easing ha salvato dal fallimento i Paesi dell’America Latina.

La Bce ha deciso oggi di abbassare i tassi sui depositi giù di 10 punti base (al -0,5 per cento) e il riavvio dell’acquisto di titoli, a partire da novembre. Per complessivi 20 miliardi di euro al mese. Finché sarà utile. In conferenza stampa Draghi ha annunciato il cambio della Forward guidance, la previsione sui movimenti futuri dei tassi. Per la Bce, resteranno “su livelli attuali o più bassi fino a che avrà visto l’outlook dell’inflazione convergere in maniera robusta verso un livello sufficientemente vicino ma sotto il 2 per cento entro il suo orizzonte di riferimento e fino a che questa convergenza non sia stata riflessa in maniera consistente nelle sottostanti dinamiche di inflazione”. In Europa è ancora “necessaria una politica altamente accomodante a lungo”.

Draghi ha sottolineato che i “recenti dati macro hanno indicato una protratta debolezza economica”. Persino la Germania, rischia la recessione. La Bce ha ufficializzato l’uso del Quantitative easing. Secondo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea durerà finché sarà necessario “per rafforzare l’impatto accomodante dei tassi ufficiali e che termini poco prima che inizino ad aumentare il tasso di interesse chiave della Bce”.

Intanto, proprio ieri le banche italiane manifestato a Draghi “la necessità che la prosecuzione di una politica monetaria altamente accomodante sia accompagnata da misure che ne mitighino gli effetti negativi sulla redditività delle banche, quali, ad esempio, un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve detenute presso la Banca Centrale”. È questo il testo della lettera firmata dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli e del direttore generale Giovanni Sabatini, inviata a Draghi e al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.