Istat, cala ancora la fiducia di imprese e consumatori

La fiducia delle imprese e dei consumatori è ancora in calo. Si trova ai minimi da quattro anni. È quanto sostiene l’Istat che, a febbraio stima “un ampio calo” dell’indice di fiducia dei consumatori, che passa da 113,9 punti a 112,4. Si tratta di “un’evidente flessione” anche l’indice composito delle imprese (da 99,1 a 98,3), che tocca il minimo da quattro anni, a partire dal febbraio 2015. Continua così per le aziende “una evoluzione negativa in atto ormai dallo scorso luglio”. L’indice dei consumatori tocca il valore più basso da 18 mesi con un peggioramento per tutte le componenti del clima. Il candidato alla segreteria del Pd Nicola Zingaretti scrive su Twitter che “il crollo della fiducia dei consumatori e delle imprese è il vero drammatico risultato dei mesi del governo gialloverde. L’economia e la prosperità di un Paese si fondano sulla fiducia. Bisogna voltare pagina”. Secondo il deputato e capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio Andrea Mandelli le stime dell’Istat costituiscono “un dato impietoso sulla situazione economica che certifica il clima di sfiducia diffuso tra consumatori e imprese. Questo, purtroppo, è il risultato di una politica economica portata avanti ignorando il confronto con il tessuto produttivo, e seguendo esclusivamente logiche elettorali dal chiaro sapore assistenziale”.

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, sottolinea il “crollo della fiducia dei consumatori. Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan”. Per Federconsumatori, i dati Istat rappresentano “una débâcle su tutti i fronti, della quale anche i cittadini si rendono conto, smentendo gli eccessivi ottimismi del governo”. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, “il report dell’Istat sulla fiducia conferma la previsione di un difficile inizio del 2019. Quando, prima o poi, verranno al pettine i nodi di finanza pubblica intrecciati con il peggioramento del Pil rispetto alle previsioni ufficiali, sarà complicato evitare dolorosi aggiustamenti di rotta”. Per la Confesercenti, “le prospettive dell’economia tornano a preoccupare gli italiani. Un progressivo deterioramento del clima di fiducia già evidente da qualche mese tra le imprese, e che inizia a manifestarsi anche tra i consumatori”.