Fatturazione elettronica, Virgillito: “Non è troppo tardi per intervenire”

“Non è troppo tardi per prevedere alcuni interventi correttivi in grado di migliorare questo difficile start-up”. Così Daniele Virgillito, presidente Ungdcec (Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili) propone la sua lista di semplificazioni sull’obbligo scattato il primo gennaio:

- l’eliminazione o quanto meno la semplificazione del cosiddetto “esterometro” o, nella peggiore alternativa, termini di scadenza semestrali con inizio al 30 settembre 2019 e non mensili come ora previsti;

- la traslazione della scadenza ultima dell’invio dello spesometro relativo al II semestre 2018 al 31.03.2019;

- l’eliminazione delle comunicazioni periodiche Iva trimestrali;

- l’eliminazione del periodo, previsto dall’art. 14 del DL 23.10.2018 n. 119 che impedisce, per le operazioni a cavallo d’anno, di detrarre l’Iva per i documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

“La fatturazione elettronica presuppone un massiccio e articolato invio di dati senza che ciò determini, fino a oggi, un alleggerimento degli adempimenti a carico di professionisti e imprese” spiega il presidente del sindacato che con i suoi 10 mila iscritti, tutti under 43, è il più rappresentativo della categoria. 

L’Unione Giovani, a suo tempo, ha chiesto a gran voce: incentivi, flessibilità e zero sanzioni per l’intero 2019. Purtroppo, sottolinea Virgillito, “siamo stati tardivamente e solo in parte ascoltati”. A questo punto ”proponiamo una adeguata rimodulazione delle scadenze previste per il 28 febbraio 2019, che si preannuncia come il vero big bang per aziende e professionisti”.