Cisal: Anas scelga occupazione e autonomia

In occasione del recente incontro con il ministro Danilo Toninelli, la Cisal, rappresentata da Massimo Blasi e Andrea Gatto, ha avuto modo di formulare al Governo alcune proposte in merito all’evoluzione dell’Anas.

La Confederazione ha sottolineato anzitutto la necessità di attuare con urgenza un massiccio programma di assunzioni che contribuisca a rafforzare il core business dell’azienda. Questo, anche per rimediare all’anomalia creata dal precedente Governo con il trasferimento all’Ente di migliaia di chilometri di strade regionali e provinciali, ma non del personale dipendente già preposto alla loro manutenzione. Operazione che ha implicato oneri eccessivi e ingiustificati a carico della società del Gruppo Fs.

In secondo luogo, la Cisal ha dichiarato inaccettabile il regolamento di esercizio dell’Anas nella parte in cui, di fatto, impone una sorta di inversione del regime ordinario della responsabilità professionale che caratterizza tutte le aziende, pubbliche e private. Infatti, mentre normalmente sono i vertici dirigenziali ad assumersi la responsabilità, civile e penale, per ogni tipo di evento, in Anas – caso unico nel contesto normativo nazionale – sono gli operatori di esercizio a doversi fare carico degli eventi che comportano addebiti penali e civili.

Dal punto di vista organizzativo, la delegazione Cisal ha auspicato il ripristino dei compartimenti regionali e l’abbandono del modello per macroaree introdotto nel 2016, che, a differenza di quanto auspicato, non ha prodotto alcun significativo risparmio in termini di costi aziendali, né, in particolare, la diminuzione delle posizioni dirigenziali complessive.

La Confederazione si è infine dichiarata favorevole a una maggiore autonomia finanziaria dell’Anas, che le consenta l’elaborazione in proprio delle strategie industriali e che le garantisca le risorse economiche necessarie per attuarle.