Bitcoin: 10 anni fa l’esordio, da promessa a bolla

L’euro festeggia i 20 anni e la prima transazione effettuata con il Bitcoin spegne le sue prime 10 candeline. Se per la moneta unica la strada non è stata facile e anzi si è presentata piena di insidie che però l’hanno rafforzata, per il Bitcoin è stata una corsa a ostacoli, fatta di successi ma anche di molte sconfitte. Prima fra tutte il non essere ancora riuscita ad affermarsi come una valuta “popolare”.

Il Bitcoin è passato insomma da promessa per rivoluzionare il sistema finanziario a bolla scoppiata lasciandosi dietro molte vittime. La prima transazione con il Bitcoin è stata eseguita nel 2009 e sarebbe stata effettuata dal suo misterioso fondatore, Satoshi Nakamoto, e lo sviluppatore Hal Finney. Secondo alcune speculazioni Finnay, morto nel 2014, sarebbe stato Satoshi Nakamoto. Da quel momento la criptovaluta ha iniziato il suo lento cammino in sordina lontano dai riflettori. Nel 2010 una prima svolta: il 22 maggio veniva portata a termine la prima transazione nel “mondo reale” con il Bitcoin, usato per acquistare due pizze. Da allora il 22 maggio è salito alle cronache come “Bitcoin Pizza Day”. Per i successivi due anni la criptovaluta è rientrata nella sua normalità fatta di transazioni specializzate fra un limitato numero di soggetti. Nel 2013 però l’interesse pubblico si è riaffacciato con il suo rapido apprezzarsi: in un mese i prezzi sono saliti da 100 a 1.000 dollari. Ma si è trattato di un balzo di breve durata: per i tre anni successivi è stato scambiato intorno ai 400 dollari.

Un triennio sotto tono caratterizzato dal collasso di Mt Gox, la prima piattaforma di scambio del Bitcoin, ricorso alla bancarotta dopo un cyberfurto da 530 milioni di dollari. Una rapina che ha alimentato i dubbi sulla sua sicurezza. Il 2017 è l’anno che ha immortalato il Bitcoin come fenomeno globale. I prezzi sono schizzati fino a 20mila dollari e si è scatenata una vera e propria corsa alla criptovaluta, con un balzo del numero dei miner. L’impennata dei prezzi ha attirato l’attenzione degli operatori del mercato tradizionale e favorito la nascita delle due prime piattaforme ufficiali - targate Cme e Cboe - per lo scambio di future sul Bitcoin.

Mentre anche Wall Street si affacciava alla nuova realtà, anche se munita di una buona dose di scetticismo, la bolla del Bitcoin iniziava però a scoppiare. Fra il Natale del 2017 e il gennaio del 2018 il prezzo della criptovaluta si è dimezzato, passando da 20 a 10mila dollari. Una corsa al ribasso che non si è più fermata, con il Bitcoin che vale ora intorno ai 3.800 dollari e nessuno in grado di prevedere se il calo proseguirà ancora fra il disinteresse sempre più generalizzato degli investitori.