Trump: “La Federal Reserve è impazzita”

Dopo Wall Street, Tokyo. Il tonfo delle due borse segna una pericolosa fase negativa dello scenario economico internazionale. La capitale nipponica segna la maggiore contrazione da fine marzo in scia con la correzione degli indici azionari statunitensi di interesse da parte della Federal Reserve. Il Nikkei lascia il 3,89 per cento a quota 22.590,86, perdendo oltre 900 punti. A Piazza Affari si registra una giornata di tensione. Le Borse europee partono in negativo. Naturalmente risentono delle pesanti perdite a Wall Street e sulle Piazze asiatiche.

Il mercoledì nero di Wall Street ha anticipato il giovedì nero del listino di Tokyo. La Borsa americana ha registrato il maggior calo degli ultimi otto mesi. L’indice Dow Jones ha chiuso con un -3,10 per cento. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 4,08 per cento, mentre lo S&P ha perso il 3,27 per cento. Ha pesato l’ondata di vendite sui tecnologici, che ha affondato i listini americani già preoccupati per il balzo dei rendimenti sui Treasury e l’impatto dei dazi sulle trimestrali.

Il rialzo dei tassi d’interesse della Fed ha mandato su tutte le furie Donald Trump. “La Federal Reserve è impazzita”. Sono queste le parole che il presidente americano ha usato per attaccare la banca centrale, di cui ha nominato egli stesso il nuovo presidente Jerome Powell. Per il tycoon, il crollo di Wall Street è da addebitare proprio alla Fed. “È troppo severa”, sostiene Trump, riferendosi all’aumento dei tassi d’interesse. In ogni caso, secondo la Casa Bianca, quanto avvenuto sui listini statunitensi è il risultato di “una correzione in un mercato al rialzo, probabilmente salutare. Passerà. I fondamentali dell’economia americana sono solidi”.