Un fine settimana di grande cinema a Venezia 79

Anche nel fine settimana alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il grande cinema è stato protagonista. Per la giornata di sabato 3 settembre da segnalare il film fuori concorso scritto e diretto da Paul Schrader intitolato Master Gardener interpretato da Joel Edgerton, Sigourney Weaver e Quintessa Swindell. Alla fine della proiezione per gli addetti ai lavori, il pubblico si è sciolto in un applauso, cosa che è avvenuta anche all’inizio, quando nei titoli di testa è apparso il nome di Schrader. In conferenza, il regista ha raccontato anche del suo lavoro da sceneggiatore per i tanti titoli divenuti spesso pellicole di culto (si pensi per esempio a Taxi Driver o a Toro scatenato) e, riferendosi anche ad altri lavori, ha detto: “Alcuni miei film hanno superato la prova del tempo”. In serata, il red carpet e la proiezione in Sala grande, occasione questa in cui è stato consegnato ufficialmente il Leone d’oro a Schrader.

Nel quarto giorno di Mostra, da non dimenticare anche i film in concorso, come Argentina,1985 di Santiago Mitre, Monica di Andrea Pallaoro e infine All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras.

Domenica è stato il giorno di Emanuele Crialese con L’immensità con protagonisti Penélope Cruz, Luana Giuliani, Vincenzo Amato, Elena Arvigo, pellicola in concorso, così come The Whale di Darren Aronofsky con Brendan Fraser, Sadie Sink, Hong Chau, Samantha Morton e Ty Simpkins. In conferenza, Aronofsky ha sottolineato come la ricerca del protagonista sia stata molto difficile e lunga (circa dieci anni) finché ha visto Fraser in un film brasiliano e ha organizzato un incontro per proporgli la parte, perché lo riteneva assolutamente adatto, parte che Fraser ha accettato. Quest’ultimo poi, con incredibile sensibilità, ha raccontato la sua esperienza ai giornalisti, dicendo di aver “interpretato un supereroe capace di vedere il bene negli altri”. Al Lido si vocifera che Fraser per questa interpretazione possa meritare la Coppa Volpi.

Sempre in concorso poi Les Enfants des autres di Rebecca Zlotowski con Virginie Efira, Roschdy Zem, Chiara Mastroianni. Fuori concorso, un interessante The Kiev Trial di Sergei Loznitsa che racconta del processo noto come la Norimberga di Kiev che ci fu in Unione Sovietica nel 1946, dove furono condannati i nazisti tedeschi.

Infine, un piccolo aneddoto cui ho assistito ai giardini dell’Excelsior, luogo di grandi attività e pubbliche relazioni durante la Mostra: tante persone ammassate per rubare un selfie a grandi personaggi come Claudio Bisio, Drusilla Foer, Salvatore Esposito, Serena Autieri, Claudio Santamaria e la fidanzata, Anna Foglietta e qualche altro. Intanto a pochi metri, seduto tranquillo con la sua compagna, la scrittrice Valérie Perrin, guardava l’orizzonte (l’Excelsior affaccia sul mare) Claude Lelouch, vincitore nel 1966 sia di un Oscar ce della Palma d’oro al Festival di Cannes, e nel 1996 di un Golden Globe. Nessuno si era accorto di lui, se non qualcuno che va alla Mostra del cinema davvero per il Cinema.