Sta per iniziare la 79esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, ma non senza qualche intoppo. Dopo due anni e finalmente senza restrizioni anti-Covid, la rassegna di film della Laguna comincia in salita. Vivaticket, il sistema di prenotazione e acquisto online dei biglietti sta creando non pochi problemi a pubblico e giornalisti. È da ieri che sui social dei stanno moltiplicando le denunce e le lamentele sul disservizio della piattaforma, con tantissimi utenti in attesa per ore pur di accaparrarsi un titolo.

Problema riscontrato – e ampiamente denunciato – principalmente dalla stampa italiana e internazionale. I giornalisti non riescono a prenotare il proprio pass per la sala. Dopo diverse ore di attesa spesso è comparso un messaggio che recita: “L’abbonamento non è stato trovato”. Le parole di un giornalista italiano: “Cara Biennale, la prenotazione biglietti su Vivaticket permane imbarazzante. Non è – letteralmente – possibile lavorare cosi”. “Bizzarro come uno dei festival cinematografici più importanti del mondo – continua un collega straniero – abbia scelto di puntare la propria reputazione su un sistema di biglietteria non funzionante senza alcun motivo”.

Preso atto di questo fastidioso incipit, la Biennale del Cinema sta per cominciare, con un leone con linee più classiche (più “leonessa”, citando il suo designer Lorenzo Mattotti), e un red carpet che mancava da due anni. Alberto Barbera, il direttore artistico del festival, cerca un filo conduttore nel minestrone di film proposti ed approvati. “Se c’è un dato comune non tematico è la prevalenza di toni drammatici – commenta il critico – le commedie sono praticamente inesistenti, come se la pesantezza di questi tempi che tutti stiamo vivendo si sia tradotta in incupimento tematico e di toni. E molte sono storie familiari e personali”.