Il teatro dei sogni di Andrea De Carlo

In passato la critica letteraria, i cui maggiori esponenti spesso si interrogano sulla capacità della scrittura letteraria di decifrare la realtà contemporanea, ha spesso lamentato l’assenza di libri capaci di rappresentare la trasformazione che attraversa nel mondo contemporaneo la politica italiana e internazionale. Il libro di cui è autore Andrea De Carlo, intitolato “Il teatro dei sogni”, edito dalla Nave di Teseo, può essere considerato un testo letterario di pregio che racconta cosa sia divenuta la lotta politica nell’epoca del social media, del populismo sovranista e della rivolta contro le élite intellettuali. Per farlo, De Carlo, da scrittore e intellettuale molto capace, ha scelto di raccontare una vicenda, ambientata a Suverso, una immaginaria città del Nord Italia, città ricca e operosa, che nella narrazione assume la forma allegorica di un microcosmo, in cui si riverberano le contraddizioni, i limiti, e le imprecisioni e incompetenze della politica contemporanea. In una elegante e antica pasticceria di Suverso, Veronica Del Muciaro, giornalista ed inviata del programma televisivo, dagli ascolti altissimi, “Tutto Qui”, mentre mangia un cornetto, rischia il soffocamento. Soccorsa da un signore, Guiscardo Guidarini, archeologo e marchese, riesce a salvarsi e riprende a respirare regolarmente. Da questo incontro, che appare insieme provvidenziale e casuale, la giornalista viene a conoscenza di un fatto importante, che subito percepisce essere di grande rilievo per la vita politica e culturale di Suverso.

Il marchese, un uomo di grande cultura, che ha durante la sua vita compiuto scavi in siti archeologici sparsi e disseminati  per il mondo, è uno studioso che ha ritrovato un antico teatro, sepolto sotto metri di terra nei possedimenti che circondano la sua villa, denominata la Conca, che ritiene sia di epoca ellenistica. Sia la indifferenza, l’incuria e la negligenza delle generazioni, che in passato hanno avuto la proprietà della villa, sia la incapacità e la mancanza di cultura delle precedenti amministrazioni di Cosmarate, il paese immaginario nel cui territorio di trova la villa, hanno impedito che fosse riportato alla luce un monumento di grande rilievo artistico e culturale. La giornalista Veronica Del Muciaro, consapevole della importanza del ritrovamento del teatro antico, si reca nella villa dove riprende con la telecamera, durante la realizzazione del servizio televisivo, colonne di pietra grigia, due livelli rialzati, e una serie di gradinate semicircolari adagiate nella pendenza concava della collina, posta dentro i confini della villa, di cui è proprietario il marchese ed archeologo Guidarini. Il programma televisivo, visti gli alti ascolti che fa registrare ogni giorno, condotto da Roberta Riscatto, suscita la curiosità della assessora alla cultura Annalisa Sarmani, che milita nel partito sovranista e ostile alla Europa, denominato Unione nazionale. Annalisa Sarmani, avvocato e sposata con un notaio, proviene dalla borghesia e mostra grande interesse per il ritrovamento del sito archeologico. Per questo motivo, prima visita la villa del marchese per poterlo vedere e osservare, in preda alla meraviglia ed allo stupore. Con il marchese Annalisa Sarmani raggiunge un accordo dalle implicazioni politiche ed economiche per gestire il sito. In seguito, visto che la villa si trova nel comune di Cosmarate, un piccolo paese di quasi cinquemila abitanti, per correttezza si rivolge al sindaco Massimo Bozzolato. È indimenticabile il ritratto nel libro di Massimo Bozzolato, esponente di un movimento politico post ideologico, né di destra né di sinistra, denominato Rivolgimento, nato per opporsi alla incapacità politica e al malcostume dei partiti tradizionali. Bozzolato, mentre conversa al telefono, essendo un rivenditore di machine agricolo e non avendo nessuno cognizione di cosa sia l’ellenismo e quale sia sato il ruolo del teatro nel mondo classico, ostenta la sua infastidita indifferenza e la malcelata insofferenza e confessa  ad Annalisa Sarmani di non sapere nulla del ritrovamento di questo sito archeologico.

In realtà, come sovente accade nel nostro mondo contemporaneo, è la comunicazione incessante, che si dispiega sui versanti più diversi e molteplici, a trasformare il ritrovamento del sito archeologico in un catalizzatore di opinioni e false notizie, e a suscitare una vasta curiosità nella pubblica opinione. L’assessora Sarmani, in visita nella villa del marchese, chiede come mai non si sia rivolto per gli scavi, che ha effettuato con la sua libera iniziativa privata, alla direzione generale che si occupa di archeologia e della tutela del paesaggio. Il marchese, con disincanto e mostrando di conoscere i limiti del nostro sistema Paese, osserva che se avesse seguito le procedure legali, ancora non avrebbe ottenuto la necessaria autorizzazione per fare gli scavi. Nel momento in cui, grazie alla attenzione suscitata sui media, il ritrovamento del sito archeologico diventa di dominio nazionale, ha inizio una disputa tra il Comune di Suverso, che suppone di avere la risorse e le competenze per gestire il sito archeologico che possiede un rilievo nazionale e internazionale, e il comune di Cosmarate, il cui sindaco, Massimo Bozzolato, ritiene che il sito appartenga al suo Comune.

Nel libro è esilarante e indimenticabile il confronto tra gli esperti di archeologia che avviene nella trasmissione “Tutto Qui”, condotta da Roberta Del Muciaro, durante la quale si cerca, a distanza e senza che gli studiosi abbiano visitato il teatro, di stabilire in quale periodo storico sia stato costruito e realizzato. Per il professore Tossini, archeologo della Università di Bologna, si può ipotizzare che l’opera sia stata costruita da un popolo preromano, poiché è fuor di dubbio che alla metà del terzo millennio avanti cristo popoli indoeuropei abbiano attraversato le Alpi. Il professore Colin Richardson, dopo avere constatato la ricchezza e vastità del nostro patrimonio artistico, acutamente nota che non viene valorizzato, come meriterebbe, per l’eccesso di burocrazia e corruzione presenti in Italia. Mirko Noseletti, il leader di Unione nazionale, poiché comprende quale significato simbolico possa avere il ritrovamento di un teatro antico nel nord del Paese, si reca in visita nella villa del marchese Guidarini. L’assessora Sarmani, osservandolo da vicino viene colpita dalla sua virilità ostentata, e dalla capacità di comunicare messaggi efficaci alla pubblica opinione. Per Mirko Noseletti il teatro antico, ritrovato grazie alla iniziativa del marchese, è uno dei simboli più belli ed importanti del nostro Paese, poiché ci permette di toccare con mano cosa fossero capaci di fare i nostri antenati, quando gli antenati di quei signori francesi e tedeschi, che in Europa pretendono di dettarci le regole, vivevano ancora nelle foreste ed abitavano nelle capanne di rami e fango. I professori di Bruxelles, prima di parlare del nostro popolo, dovrebbero visitare questo sito, in cui affondano le radici millenarie della nostra civiltà. La conclusione del libro, che mostra la vacuità intellettuale della vita pubblica e politica di questi anni, sorprenderà il lettore. Un libro notevole.

Andrea De Carlo, “Il teatro dei sogni”, La nave di Teseo