Puntuale anche questa settimana di ottobre la rubrica de “L’Opinione delle Libertà” che vuole dare voce e spazio ai volti noti e a quelli meno conosciuti della letteratura italiana. Questa settimana vi consigliamoLe parole lo sanno” di Marco Franzoso (Mondadori).

Marco Franzoso è nato nel 1965. Dai suoi romanzi sono stati realizzati spettacoli teatrali. Da Il bambino indaco (Einaudi, 2012) Saverio Costanzo ha realizzato il film Hungry Hearts, interpretato da Alba Rohrwacher e Adam Driver (entrambi premiati con la coppa Volpi al festival di Venezia del 2014). Il suo più recente romanzo, L'innocente, è uscito per Mondadori nel 2018 e ha vinto il premio Mondello.

La Storia

Un racconto amoroso di rara intensità, in grado di far emergere questo sentimento nel momento meno atteso, nel modo più inconsueto. Due mondi paralleli che si intersecano proprio quando pareva tardi per trovare nuovi stimoli, nuova luce, nuova vita. Due protagonisti che si sfiorano l’anima senza accorgersi di mettere a fuoco un’analisi intima e tormentata.

“Alberto scopre di avere un male incurabile: invece di condividere l’inquietudine con chi lo circonda si procura un bastone e degli occhiali da cieco e si rifugia in un luogo già remoto, al riparo anche da se stesso. Entra in un parco, si siede su una panchina. Qui trova, forse per la prima volta, lo stupore di essere vivo. Accanto a lui si siede una giovane donna, Flavia. Si parlano. Flavia si racconta e si confessa. Ha un bambino, e un marito ossessivamente geloso. Nasce qualcosa di semplice, inatteso, che sembra parlare con la voce profonda del destino. L’intesa, il desiderio di ritrovarsi, l’attrazione: l’amore insomma”.

Alberto entra in empatia con Flavia fino al punto di prendere parte al suo dolore, di aspirare alla risoluzione dei suoi guai, avvinghiandosi a preoccupazioni esterne. Un climax ascendente che arriva a un punto di rottura improvviso con la scomparsa della donna, misteriosamente svanita nel nulla. Diventa quello l’attimo in cui sono le parole a indossare le vesti da protagonista, con la convinzione che la scrittura possa veicolare la loro prestanza. Una storia potente, animata dalle fragilità degli interpreti, in grado di muoversi soavemente in quell’equilibrio precario che spesso la vita ci pone davanti.

Marco Franzoso concepisce un romanzo singolare come i suoi personaggi.