Una riflessione su ciò che è accaduto in pochi mesi, un periodo questo che ha sconvolto il Paese. Ma allo stesso tempo, oltre alla pandemia, in Italia c’è stata una sospensione delle abituali procedure costituzionali. Di questo – e non solo – ne ha ha parlato Aldo Maria Valli nel libro “Virus e Leviatano” (edizione Liberilibri).

Secondo l’autore, è andato in scena un viaggio che ha percorso un doppio binario. Da una parte il Covid, la crisi economica e sociale, le morti, la sofferenza. Dall’altra, le decretazioni del presidente del Consiglio.

Un “dispotismo statalista e terapeutico” che ha dato vita a prevaricazioni difficili da dimenticare, perché “costituiscono un precedente pericoloso e preoccupante, per tutti coloro che hanno a cuore la qualità della democrazia liberale”.

Non poteva poi mancare un passaggio sull’informazione, che secondo Valli ha contribuito spesso ad alimentare la paura. Da qui la domanda: chi può assicurarci che ciò non si ripeterà e che lo Stato d’emergenza, sostituito allo Stato di diritto, non possa essere istituzionalizzato?

Questo il canovaccio su cui ruota il libro di Valli, giornalista, già vaticanista del Tg1, che attualmente cura il blog “Duc in altum”. È autore di numerosi libri sulla Chiesa cattolica e la Santa Sede. Tra le sue opere più recenti ricordiamo “Il caso Viganò (2018).

Aldo Maria Valli, Virus e Leviatano, Liberilibri 2020, collana Oche del Campidoglio, pag. 96