Gli annali ci tramandano che, oltre settecento anni orsono, l’Ordine dei templari si estingueva, lasciando una nitida impronta nella storia e significative conseguenze sociali, economiche e politiche, in molti Paesi ove la loro presenza fu tangibile. Dopo la prima Crociata e la fondazione del Regno di Gerusalemme, l’Ordine dei templari venne costituito da Hugo de Payens e ottenne il sostegno della Chiesa che gli elargì numerosi benefici. Ciò consentì ai templari di diventare una vera e propria potenza economica e militare con sedi e interessi in gran parte d’Europa. Non fece eccezione la Croazia dove l’Ordine fu ben voluto e appoggiato dai sovrani ungaro-croati e dalla nobiltà locale. Le prime testimonianze della presenza templare in Croazia risalgono al regno del re Stefano III (1162 -1172) che concesse ai Poveri cavalieri di Cristo notevoli appezzamenti terrieri.

In modo analogo si comportarono i successori del sovrano, cosicché, in breve tempo, essi vantarono una vasta rete di proprietà, fortezze e grazie in Croazia, Slovenia, Istria e Dalmazia. All’inizio del XIII secolo, nel regno ungaro-croato, l’Ordine era all’apice della propria potenza, come emerge dalle testimonianze archeologiche e dai documenti coevi. Regnava allora Andrea (1205-1235), un monarca che aveva particolarmente a cuore la causa della Terrasanta cristiana; egli perciò favorì ulteriormente i templari che moltiplicarono gli insediamenti che, in molti casi erano fortificati, dotati di cappelle per le funzioni religiosi e di capienti magazzini o di vaste stalle. L’allevamento dei cavalli era, infatti, fondamentale per i monaci combattenti e la loro cavalleria pesante. Centri strategici dell’Ordine furono i porti di Senia e Zablaće, attraverso i quali si effettuava il commercio con altri porti dell’Adriatico.

Con la perdita di Senia, nella seconda metà del tredicesimo secolo, il porto Zablaće acquistò maggiore importanza e Vrana divenne un possedimento fondamentale come pure Glogovnica, Gora, san Martino, Požega, Našice e Dubica. Le principali attività economiche dei templari, che dovevano finanziare un costoso apparato militare, oltre alle attività finanziarie, erano, in Croazia, l’attività agricola e pastorale che permetteva loro di produrre grano, vino, olio di oliva, bestiame e lana greggia. Come è ben noto, l’Ordine fu soppresso per volontà di Filippo IV di Francia, appoggiato dal pontefice Clemente V, che nel 1307 invitò i Sovrani cristiani a catturare e processare i templari e a confiscarne le loro proprietà. Anche in Croazia l’Ordine, in un primo momento protetto dal vescovo di Zagabria Augustin Kažotić, fu eliminato, ma la repressione si mostrò oltremodo blanda. Ciò fu dovuto al fatto che la nobiltà locale non si era indebitata con i cavalieri, in quanto, un regio decreto le impediva di richiedere prestiti all’Ordine. Di conseguenza, quasi nessun cavaliere fu perseguitato e diversi di loro confluirono pacificamente nell’Ordine degli Ivanov, mentre altri continuarono a operare in segreto. Una sopravvivenza occulta dei templari in Croazia sembrerebbe essere testimoniata da continui ritrovamenti archeologici e secondo alcuni tale presenza avrebbe, in seguito, facilitato il sorgere di numerose organizzazioni neo templari e logge massoniche, anche ora molto presenti e attive in tutto il territorio della Repubblica della Croazia.

(*) Questo articolo è dovuto al particolare contributo di Darko Jagodic e Mario Njegovec, noti ricercatori croati, di cui si riporta in calce un breve profilo.

Darko Jagodić, 62 anni, nato a Sarajevo (Bosnia) e laureato in Economia, vive a Fiume dove è un imprenditore. Appassionato di storia ed esoterismo ha nelle sue ricerche approfondito tradizioni e storia sui Liberi Muratori e sull’Ordine Templare in Croazia. Attraverso una Fondazione studia il simbolismo antico e partecipa su queste tematiche a incontri e conferenze in tutta Europa. Appartiene a diversi Ordini Cavallereschi.

Marijo Njegovec, 41 anni, vive a Zagabria e da sempre studia l’Ordine dei Templari da ogni punto di vista. È membro in Croazia e in altri Paesi di ordini cavallereschi, per i quali, spesso, presta la propria opera.