Opinioni a confronto: Spirito e Materia

“Ciao. Di che parliamo oggi?”.

“Risaliamo all’origine di tutti gli opposti, che poi sono opinioni, nel senso di pareri personali, punti di vista, ideologici, politici, artistici, letterari e così via, che Croce considerava frutto di moti passionali generati da buono o da cattivo umore”.

“Come a dire che se uno è di buon umore vede la vita rosea, se è di cattivo umore la vede nera”.

“Esatto, è proprio così. La realtà e la vita di per sé non sono né buone né cattive: gli opposti, come abbiamo già detto del bene e del male, sono categorie della mente umana, non esistono in quella degli animali, noi siamo animali ‘dialettici’, che ragionano, che parlano fra loro, si confrontano: il nostro è un mondo relativo, nel senso che noi poniamo in relazione fra loro le nostre opinioni. Tutto qua”.

“E allora da dove partiamo?”.

“Dalle origini, cioè dalla Creazione, e precisamente dallo spirito e la materia. Che non sono due sostanze distinte, ma la stessa sostanza in due stati diversi, uno sottile e invisibile, l’altro grossolano e visibile, com’è appunto la materia. Così la pensano gli orientali, che hanno risolto il problema, e sono ‘monisti’, da monos che significa ‘uno solo’, in relazione appunto alla sostanza, mentre noi occidentali siamo ‘dualisti’, cioè spacchiamo tutto in due, e quindi consideriamo lo spirito e la materia come due sostanze diverse e contrapposte. Come nella politica la Destra e la Sinistra, che dovrebbero lavorare insieme d’amore e d’accordo per il bene del Paese, e invece litigano sempre senza concludere niente”.

“Gesù diceva: ‘Amate anche i vostri nemici’”.

“Appunto. Se avesse spiegato il perché, come stiamo facendo noi, sarebbe stato meglio. Invece molte volte il suo linguaggio è ambiguo, sibillino. Parla per parabole, e si limita a dire: ‘Chi ha orecchie per intendere intenda’. E chi non le ha? Ma non addentriamoci in questo argomento perché dovremmo tirare in ballo la Chiesa, secondo la quale Dio è puro spirito e ha tratto le cose materiali dal nulla, perché non poteva sporcarsi le mani, in quanto la materia, come diceva San Paolo, è una ‘bassezza’ e la carne una ‘vergogna’, e considera Dio ‘staccato’ dalla sua Creazione, perché appunto, non deve contaminarsi con la materia”.

“Ho capito dove vuoi arrivare”.

“In poche parole la materia è l’energia che dallo stato sottile e invisibile passa a quello visibile e concreto. L’esempio più evidente è quello del fulmine, il quale, a causa di una scossa dell’energia nel suo stato sottile ed invisibile, si trasforma in fuoco, rendendo così visibile l’energia stessa”.

“Mi chiedo perché dobbiamo logorarci il cervello e litigare quando l’interpretazione che gli orientali hanno dello spirito e della materia è così elementare e convincente”.

“Mosè nella Genesi dice che sulle acque aleggiava lo spirito di Dio, quando poi dirà che Dio, dopo aver plasmato Adamo dalla polvere, gli soffiò nella bocca il suo respiro. Ora, se lo spirito è un soffio, un alito, un respiro, sempre materia è”. Qui non si tratta di un’opinione, la scienza è una certezza, e il primo e il più grande scienziato è proprio Dio”.

“Dobbiamo partire dall’alto, come abbiamo già detto, citando Socrate, del Sommo Bene, che scendendo gradualmente a un certo punto si trasforma in male. Ciò vale anche per lo spirito e la materia e per tutti gli opposti che nel mondo della dialettica, divisi in tesi e antitesi, si risolvono nella sintesi, ritornando nella dimensione assoluta, in cui tale divisione non esiste”.

“La luce nel suo aspetto materiale e visibile trova il suo compimento e la sua ragione. Non esiste soluzione di continuità tra il mondo della luce ‘spirituale’ e quello della sua forma ‘materiale’, così come nell’arcobaleno non c’è una netta separazione tra il rosso e il violetto, ma solo un graduale passaggio attraverso frequenze via via più dense, o più sottili. In definitiva in questo gioco degli opposti che si attraggono e nello stesso tempo si negano, lo spirito assume l’aspetto materiale proprio per manifestare, attraverso la forma, l’essenza divina, che diversamente l’uomo non sarebbe in grado di vedere”.

 Prima che si formasse l’universo

nello spazio infinito c’era solo

un’essenza sottile, l’energia,

invisibile, statica, impalpabile

e impersonale: la Divinità.

Ad un certo momento l’energia,

solo in alcuni punti dello spazio

infinito incominciò a vibrare :

emettendo dei suoni: la “Parola”,

come dice Giovanni, ovvero Dio.

Nello spazio si sparse la sua Voce,

che risuonando sprigionò le immagini

dell’universo. A un certo punto Dio,

come un turista che a passeggio va

in giro per il mondo per conoscerlo,

si fece Uomo, ed è pertanto questa

la Trinità: Divinità, Dio, Uomo.

Così da uomo in uomo la Parola

di Dio si espande nell’Umanità,

in cui fra tutte loro si confrontano

le sterminate personalità,

che tutte insieme fanno un’unità,

in un gioco dialettico e dinamico

il cui strumento è appunto la parola.

Pertanto, pur vivendo in tutti gli uomini,

sostanzialmente Dio è un solo uomo

che con se stesso dialogando va.