Saranno vietati anche i baci

Sarebbero tempi difficili oggi per Cyrano de Bergerac e per il suo “apostrofo rosa, messo tra le parole t’amo”, questi giorni della fine della quarantena.

È notizia di pochi giorni fa, apparsa sul quotidiano la Repubblica, dei due giovani sorpresi a scambiarsi un bacio in strada e perciò multati dopo esser stati denunciati alla procura per non aver osservato i divieti. Ovviamente, ligio al dovere nel sentirsi investito del compito di sceriffo e tutore della legge in pectore, a denunciarli sarebbe stato un vicino che, dal proprio appartamento, li aveva notati nell’atto delittuoso e pertanto si era subito prodigato dell’informare la polizia affinché simili atteggiamenti pericolosissimi per la salute pubblica non si ripetessero. Fortunatamente sono stati aboliti i roghi e le pubbliche esecuzioni capitali, altrimenti i due fidanzati non si sarebbero salvati.

Anche Jacques Prévert adesso avrebbe avuto a che ridire, inorridito, per questo gesto criminale che contrasta con i suoi versi

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte

E i passanti che passano li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

Ed è soltanto la loro ombra

Che trema nel buio

Suscitando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini

la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Loro sono altrove ben più lontano della notte

Ben più in alto del sole

Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

E allora non ci resteranno che i dipinti, l’unico non luogo dell’anima, dove ancora ci si potrà baciare eternamente senza incorrere in sanzioni. Questo è il “nuovo mondo” che vorrebbero per noi, ognuno a distanza di sicurezza dall’altro, senza più abbracci, né carezze. Lasciamo che tutto sia virtuale, che l’esistenza della carne, della passione e degli affetti venga relegata al ciberspazio gelido della rete. A questo tipo di società e di mondo gestito da algoritmi io mi ribello.

Che il bacio dipinto da Gustav Klimt, bizantineggiante e aureo sia il modello al quale ispirarci, siano con esso i vessilli delle labbra e dell’abbraccio voluttuoso, i baci ritratti da Francesco Hayez ma anche quelli meno noti di Italo Nunes Vais, Ancora un bacio, un olio su tela del 1885 circa, oggi alla, Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni a Novara, o ancora Pigmalione e Galatea di Jean-Léon Gérôme, dipinto nel 1890 adesso esposto al Metropolitan Museum of Arts di New York. Baci immortali e non perseguibili per legge, né allora né oggi, restano quello di René Magritte, Gli Amanti, del 1928, MoMA, New York o l’omonimo acquerello di Dante Gabriel Rossetti con il Romeo e Giulietta al balcone dipinto da Julius Kronberg.

Concludiamo il breve excursus sugli amanti appassionati con Il Bacio, la scultura opera di Auguste Rodin, consapevoli che l’elenco durerebbe ancora per molte pagine, ricordando al tristo delatore piemontese i versi di Gaio Valerio Catullo, che evidentemente a lui e ad altri come lui, indicano soltanto la mestizia delle loro anime

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo

e ogni mormorio perfido dei vecchi

valga per noi la più vile moneta.

Il giorno può morire e poi risorgere,

ma quando muore il nostro breve giorno,

una notte infinita dormiremo.

Tu dammi mille baci, e quindi cento,

poi dammene altri mille, e quindi cento,

quindi mille continui, e quindi cento.

E quando poi saranno mille e mille

nasconderemo il loro vero numero,

che non getti il malocchio l’invidioso

per un numero di baci così alto.