Tutankhamon: il tesoro del Faraone a Parigi

“Man mano che i miei occhi si abituavano al buio, i particolari del locale emersero lentamente dall’oscurità: animali dall’aspetto strano, statue e oro, ovunque il luccichio dell’oro”.

Queste le prime parole pronunciate da Howard Carter, l’egittologo inglese più famoso del mondo quando scoprì la tomba di Tutankhamon, faraone della XVIII dinastia egizia. Era il 4 novembre del 1922 nella Valle dei Re sulla riva del Nilo opposta a Luxor, in Egitto. Uno spettacolo scintillante si presentò davanti ai suoi occhi e a quelli di Lord Carnarvon, che finanziò gli scavi per dieci anni. Sono oltre 5mila gli oggetti ritrovati quasi tutti in ottimo stato e miracolosamente risparmiati dai saccheggi.

Dopo anni di vane ricerche, finalmente i tesori che riempivano le tre camere sepolcrali furono rivelate al mondo intero. E per celebrare il centenario di questa scoperta, la Grande Halle de La Villette a Parigi ospita fino al 22 settembre 2019 la mostra “Tutankhamon, il tesoro del Faraone. Un’occasione insperata per gli appassionati per scoprire tutte le meraviglie recuperate nella tomba del giovane sovrano. Oltre a pietre preziose e geroglifici, i visitatori potranno ammirare anche giocattoli e suppellettili oltre che oggetti funebri legati a riti e tradizioni antiche che hanno accompagnato la sepoltura di un personaggio divenuto “immortale”. Sono 150 i pezzi mozzafiato in esposizione, oltre 50 dei quali non avevano finora mai lasciato l’Egitto. La mostra, dopo Los Angeles e Parigi, si fermerà a Londra e nel 2024 ritornerà a casa, in via permanente al Grand Egyptian Museum, attualmente in costruzione al Cairo.

Per quanto riguarda gli ingressi, quest’esposizione rischia di superare le aspettative; sono oltre 800mila i biglietti venduti su Internet da marzo a giugno. Gli organizzatori sperano battere il record della mostra del 1967, sempre a Parigi, considerata la “mostra del secolo” per essere riuscita ad attrarre oltre 1,2 milioni di visitatori. Una folla sul web che però rischia di creare disagi sul posto. Le sale espositive sono tante e le teche ben distanziate. Eppure l’attesa davanti ogni oggetto è lunga e snervante, soprattutto se i visitatori sono armati di audioguida.

Il biglietto non è proprio economico rispetto alle solite esposizioni parigine, ma la curiosità di poter ammirare oggetti che poi saranno esposti unicamente al museo del Cairo prevale su tutto. Inoltre i fondi ricavati dalla mostra forniranno un supporto finanziario al Grand Egyptian Museum stesso e ai siti archeologici egiziani. Quindi armatevi di pazienza e immergete gli occhi nella meraviglia.