“Eyes Wine Shot”,  in vino veritas

Per i Greci Dioniso, per i Romani Bacco. Dal vino sacro simbolo del sacrificio di Cristo sull’altare, al nettare di Bacco nelle novelle del Decamerone di Boccaccio, dalla “Canzone al Vino” di William Butler Yeats alla “Ode al vino” di Pablo Neruda, il vino è protagonista di quasi tutte le civiltà del Mediterraneo, e non solo, in termini di mito, storia, cultura e poesia.

Gianantonio Martinoni e Giuseppe Gandini – entrambi ferraresi ed entrambi poco più che quarantenni, protagonisti di premi e partecipazioni cinematografiche, televisive e teatrali – a pochi giorni da Natale riportano in scena uno spettacolo-degustazione della durata di circa un’ora, unico nel suo genere, sul vino, la poesia, la sua storia e la sua chimica. Una serata, ci ha detto Martinoni, in cui si ride, si impara e ci si emoziona...

Il progetto è nato nel 2012, scritto a quattro mani dai due attori, per una matinée al Teatro Estense di Ferrara. Da allora le repliche sono state circa 60, in tutta la penisola, in contesti tra loro assai differenti: teatri, enoteche, manifestazioni, festival. Del resto lo spettacolo, essendo privo di una macchina teatrale e di una struttura drammaturgica tradizionale, si presta ad infiniti riadattamenti.

“Eyes Wine Shot”, un titolo intrigante che rimanda all’ultimo capolavoro di Stanley Kubrick del 1999, a sua volta ispirato al romanzo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, va in scena stasera (alle 20) in unica data presso lo “Spazio T” di Roma, per poi tornare dal 28 marzo al 2 aprile 2017 al Teatro Sala Uno. Uno spettacolo che prende il vino come spunto per trattare, con leggerezza, il quotidiano. L’idea sembra brillante...