11 Marzo 2010 - Interni
Impedimento Il voto del Senato

Via libera della maggioranza alla doppia fiducia sul legittimo impedimento. Il Senato ha votato la fiducia al governo sul primo dei due articoli del ddl sul legittimo impedimento. I voti a favore sono stati 168, quelli contrari 132 e 3 gli astenuti, solo in tarda serata il voto finale prima di tornare alla Camera. Ed è continuata per tutta al giornata di ieri, la protesta dell’Idv contro il ddl. Tutti i dipietristi hanno indossato sopra la camicia una maglietta con scritto: “Berlusconi fatti processare!”, oppure “Basta con le leggi-porcata!”. E non poteva mancare il commento di Di Pietro: “Berlusconi si accinge a far approvare con un voto di fiducia il legittimo impedimento, una legge che assicura a lui e ai suoi ministri l’impunità. Allora, mi permetto un ennesimo appello, signor Capo dello Stato: apra gli occhi questa volta, impedisca quest’ennesimo scempio e questo ennesimo attentato alla Costituzione”. Di scena anche il voto dell’Udc. “Sul legittimo impedimento votiamo contro. Ci saremmo astenuti come alla Camera ma il governo ha blindato il provvedimento con il voto di fiducia e quindi non possiamo far altro che votare contro”. Così Pier Ferdinando Casini spiega il voto del suo partito sul provvedimento sul legittimo impedimento. “Avevamo presentato sette emendamenti per migliorare il testo -spiega Casini- non è stato possibile discuterne. Non abbiamo altra scelta che votare no”. Sono due i processi a Milano sui quali avrebbe conseguenze il provvedimento su legittimo impedimento all’esame del Parlamento. Il primo è quello sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il dibattimento è stato rinviato al 12 aprile ma gli avvocati del premier hanno già prefigurato un legittimo impedimento per quel giorno in quanto il presidente del Consiglio dovrebbe essere impegnato in un viaggio istituzionale negli Stati uniti. Il secondo, invece, riguarda la presunta corruzione in atti giudiziari in concorso con l’avvocato inglese David Mills, condannato a quattro anni e sei mesi in primo e secondo grado, ma per il quale la Cassazione ha dichiarato recentemente la prescrizione del reato. In questo dibattimento si sta ancora discutendo sulle fonti di prova da ammettere. Dovrebbe ricominciare il 26 marzo e, per il premier, era stato sospeso a lungo a causa del Lodo Alfano, poi dichiarato parzialmente incostituzionale. In un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade, il premier ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, che prelude la richiesta di rinvio a giudizio, con le accuse di appropriazione indebita e frode fiscale. Berlusconi, attualmente, è solo indagato e il provvedimento all’esame del Senato fa riferimento alla qualifica di “imputato che il premier assumerebbe, però, dopo l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

 

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