Quella che ieri ha animato la sede del Pdl a Roma in Via dell’Umiltà è stata una vera e propria ricostruzione delle motivazioni che hanno portato all’esclusione delle liste del Pdl dalla corsa alle regionali in Lazio e in Lombardia (quest’ultima poi riammessa). Ma non solo. La conferenza è stata vivacizzata anche da un freelance (non nuovo al ruolo di disturbatore) che dopo aver più volte interrotto il discorso del premier è stato poi allontanto dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Siamo qui per reagire all’assoluta disinformazione che è stata data sulle vicende della lista del Pdl a Roma. In quello che è accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti e funzionari come invece si vuol fare credere. Ai nostri delegati è stato impedito” di depositare le liste. “I nostri delegati si trovavano negli uffici ben prima del tempo previsto. Con queste parole Silvio Berlusconi in una conferenza stampa dalla sede del Pdl a Via dell’Umiltà introduce la dettagliata ricostruzione dei fatti che hanno portato alla mancata accettazione della lista provinciale del Pdl di Roma. Berlusconi sottolinea che solo Giorgio Polesi era materialmente in fila dietro la porta della cancelleria dell’ufficio elettorale, mentre l’altro delegato, Alfredo Milioni, stazionava nelle vicinanze. Poco dopo le 12, racconta il capo del governo, un responsabile di sesso maschile dell’ufficio circoscrizionale chiede chi rappresentava le liste Pdl: ”Polesi alza mano. Nessuno verbalizza e identifica chi è in attesa, come si deve fare“. Ai nostri delegati - sostiene il premier - è stato impedito” di depositare le liste e “abbiamo già presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma. Faremo un nuovo ricorso e sono sicuro che non potranno darci torto. Se così non fosse sosterremmo la Polverini e la lista civica”. Ma quella di Berlusconi è stata definita dal leader del Pd, Pierluigi Bersani, una “ricostruzione fantasiosa”. Il segretario dei democratici, inoltre, ha esortato entrambi i poli a fare a meno dei ricorsi e ad entrare nel vivo dei problemi che riguardano i cittadini.
Secondo il capo del governo, “è stata posta in atto una gazzarra da parte dei Radicali, con la scusa che fosse in atto una manomissione delle liste. La gazzarra ha costretto i contendenti ad allontanarsi». Per questo, ”è stata una decisione grave quella di aver impedito la presentazione delle liste del Pdl, una decisione priva di fondamento giuridico“ e determinata da un «marchiano errore dell’ufficio circoscrizionale”. “Nel caso della Lombardia - aggiunge poi - c’è stato un atteggiamento fiscale nei nostri confronti, mentre si è chiuso un occhio nei confronti di altri partiti. Non siamo capaci di presentare le liste? Ne abbiamo presentate 93, di cui 80 per le amministrative e 13 per le Regioni. Lo facciamo da 16 anni. E le persone che lavorano per noi lo facevano per An e Forza Italia. Lo sapevano fare e lo sanno fare. Non ho mai chiamato nessuno ’un branco di imbecilli”. Berlusconi parla anche del decreto legge “salva-liste”: “Farò una conferenza stampa da Palazzo Chigi per spiegarne la sua assoluta costituzionalità. È solo interpretativo e di buon senso nei confronti di chi faziosamente ha interpretato le leggi elettorali regionali”. Possibile a questo punto un rinvio del voto? “Mai pensato” a una soluzione del genere, afferma Berlusconi, che smentisce le ricostruzione di questi giorni dei giornali che lo indicavano “irato” contro i presentatori delle liste. Il premier ha confermato la manifestazione “non di protesta, ma in difesa del diritto di voto” che si terrà a Roma il 20 marzo. Poco prima, Gianfranco Fini aveva però fatto sapere che non parteciperà all’iniziativa. “Il presidente della Camera - spiega - non partecipa mai a manifestazioni in campagna elettorale, organizzate dai partiti”. Alla domanda di cosa pensasse della mancata presenza di Fini, Berlusconi ha risposto: “È il presidente della Camera, la terza carica dello Stato. Questa è la risposta”. Sulla vicenda interviene anche Umberto Bossi. “Non si può andare alle elezioni senza un partito importante - sostiene il leader della Lega. - Questo mi pare un modo per minare la democrazia”. E la manifestazione del Pdl? “Se Berlusconi ci chiederà di scendere in piazza gli risponderò”.

VIDEO GAZEBO
Continua l'iniziativa de L'Opinione con il videogazebo in via del Corso, 117 dove tutti coloro che vorranno esprimere la proria opinione potranno farlo.







