06 Febbraio 2010 - Interni
ASSENTEISMO
La “cura Brunetta” in Sicilia non funziona

La Regione siciliana dopo essere stata “bacchettata” da “Le Figaro” per gli stipendi record e la gestione dei propri funzionari (dati smentiti dalla Regione), torna sotto i riflettori per il boom di assenze. Gli sforzi del ministro Renato Brunetta per combattere il lassismo degli uffici pubblici hanno avuto, per quanto riguarda la Regione, un effetto positivo per un anno: dal maggio 2008 a giugno 2009 le assenze erano diminuite raggiungendo il 36% in meno tra ottobre e dicembre del 2008. Un risultato soddisfacente ottenuto probabilmente per la minaccia di controlli e sanzioni che incombeva sui dipendenti siciliani. Ma la “diligenza” dei regionali sembra non esser durata a lungo perché da luglio a novembre scorso le assenze sono aumentate del 47%. Evidentemente “lo spauracchio” di azioni disciplinari non è più un freno sufficiente e i dati di novembre del 2009 confermano questa tendenza con assenze pari a circa 17mila giornate in un solo mese. Vale a dire che, secondo il calcolo della Regione, ogni dipendente si è assentato mediamente per malattia 1,3 giorni nei 30 di novembre contro l’ 1,1 dello stesso mese del 2008 e lo 0,9 di giugno 2009. Da luglio poi vi è stato un aumento costante che si è registrato fino a novembre con l’ultima rilevazione disponibile. Da luglio a novembre 2009 il totale delle assenze è stato di 71.771 con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 12.200 giornate in cui non si è lavorato. Sono dati che emergono dall’osservazione di circa 13 mila tra funzionari e dipendenti che la Regione ha monitorato, fino allo scorso dicembre, per quantificare le assenze. Ma oltre a una minore produttività della macchina regionale le assenze per malattia hanno anche un costo: 114,80 euro a giornata. Assenze quindi che pesano non poco sull’amministrazione e il cui “danno” rilevato nel periodo tra luglio e novembre 2009 ammonta a circa otto milioni di euro. “L’aumento delle assenze - dichiara l’assessore regionale alla Funzione Pubblica Caterina Chinnici - si è verificato anche a livello nazionale, in coincidenza con la diminuzione delle ore di reperibilità per la visita fiscale, che però il decreto Brunetta del dicembre scorso ha aumentato e che costituirà un deterrente. La Regione si adeguerà alla normativa nazionale e sono certa che i sindacati condivideranno questa linea”.

 

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