“Faccio tesoro delle vostre idee, a partire dall’Osservatorio per i diritti civili e la tutela dei cittadini dai casi di malagiustizia, il difensore civico regionale avrà competenza anche sui diritti dei detenuti”
Renata Polverini ieri a L’opinione ha raccolto la sfida del nostro direttore, Arturo Diaconale, per misurarsi sui temi cari al mondo liberale, laico e riformatore; lo stesso emisfero dei tanti radicali che “non ci stanno” a svendere la propria identità unendola al centrosinistra. La segretaria dell’Ugl e candidata governatore del Lazio ha risposto alle tante domande e sollecitazioni nel corso di una lunga e partecipata conferenza stampa. “Il sostegno di tutti i laici, i liberali, i riformatori va ad una personalità come quella di Renata Polverini, capace di portare avanti le nostre idee in modo concreto”, ha detto Diaconale. L’esponente radicale Mauro Mellini, giurista e già membro del Csm, e il parlamentare Pdl di matrice radicale Benedetto Della Vedova hanno illustrato le ragioni che spingono i sostenitori di quest’area a preferire Polverini a Bonino. “Con gli alleati che si trova, Emma Bonino non potrà far emergere le sue posizioni, osteggiata al proprio interno da comunisti, verdi e dipietristi”, ha detto Mellini. Al dibattito hanno dato il proprio contributo Antonio Guidi, delegato del sindaco di Roma Alemanno per le politiche della disabilità, il presidente dell’associazione Giustizia Giusta, Alessio Di Carlo, l’assessore agli Affari istituzionali della Regione Lazio, Donato Robilotta, l’esponente liberalsocialista del Pdl, Roberto Lovari ed alcuni collaboratori de L’opinione che hanno rivolto alla candidata governatore domande e osservazioni. “Costituirò un Osservatorio regionale per i diritti civili”, ha preannunciato Polverini, raccogliendo una delle istanze emerse dal dibattito, “i casi di malagiustizia nel Lazio, incluse le inumane condizioni della detenzione carceraria, rappresentano un tema che non può più essere rimandato”.
Ha precisato che le sue intenzioni sono determinate e che “Se la Regione avrà la possibilità di farlo sicuramente si farà ma vorrei che si creassero altri organismi che possano condurre al confronto su temi importanti, e che siano sede di un confronto preventivo che sia pero’ garanzia del rispetto dei tempi, e che permetta, una volta presa una decisione, di andare avanti senza interruzioni”. D’altronde Polverini non è affatto nuova ad impegni a fianco del mondo laico e radicale. “In passato ho sostenuto molte battaglie radicali assieme all’organizzazione sindacale dalla quale provengo, perché l’Ugl era ed è un’organizzazione libera ed autonoma”. E l’occasione data dalla conferenza stampa a L’opinione è stata utile per ricordare l’impegno del sindacato che ha guidato fino a un mese fa “sulla questione Iran, per il welfare, partecipando agli incontri organizzati dai Radicali e ai quali ero puntualmente invitata, per non parlare dei temi delle carceri”. Questo non significa abdicare “ai valori con i quali sono cresciuta”. Tutt’altro: “Quando mi si e’ presentata questa opportunità, ho capito che senza quei valori non avrei potuto fare nulla”. Valori da celebrare con concretezza, dando forza ad un programma elettorale che comunque parte da quel primo posto che spetta alla famiglia, che Renata Polverini definisce “il primo nucleo comunitario”. Famiglie da assistere, in tempi di crisi, con misure di welfare che garantiscano opportunità per le donne che vogliono lavorare, i giovani che vogliono sperimentare l’indipendenza, gli anziani che vogliono continuare a sentirsi utili. Istanze che nel Pdl vengono valorizzate e che devono trovare appliacazione con un programma di governo regionale nel Lazio. Sollecitata da Benedetto Della Vedova proprio sul tema del partito plurale, Polverini non si è tirata indietro. “Non a caso mi ha voluto candidare il Pdl, non a caso me lo ha chiesto proprio Berlusconi. Perché nel Pdl convivono idee diverse ed è una forza che punta a incrementare ancora il suo consenso, estendendolo al di là degli steccati attuali”. A dimostrazione della sua volontà di superare “gli steccati ideologici” di cui è ancora prigioniera la politica del nostro Paese, Renata Polverini porta l’esempio del logo scelto per la lista che porta il suo nome: “Sto cercando di dare messaggi diversi anche attraverso i simboli: ho scelto il colore rosso per il mio simbolo per dare un messaggio di speranza. E un colore che è associato ad una parte politica la quale riserva per se il diritto di condurre battaglie sociali, ma non e’ più così”. E quindi mai più elezioni come dispute ideologiche, né tanto meno come referendum ontologici su religiosità e laicità. “Laici e cattolici - ha concluso Polverini - ormai convivono, a cominciare dai nuclei familiari. Vorrei superare questi steccati premiando chi fa bene. Ed è sul merito che laici e cattolici si devono trovare”. L’appuntamento con Renata Polverini è ogni giorno, sulle pagine de l’Opinione.

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