Figc: commissariato Malagò con Malagò

martedì 6 ottobre 2026


La giunta del Coni ha deciso. La riunione convocata per oggi alle 13 ha votato di commissariare la Figc, nominando come commissario temporaneo Giovanni Malagò, il presidente della Federazione. La decisione è arrivata dopo un accordo tra l’ex presidente del Coni e Luciano Buonfiglio. Sono anche state indette le elezioni per il prossimo presidente per il 31 gennaio 2027. Adesso il consiglio della Federazione dovrà confermare la decisione della giunta, ma si tratterebbe solo di una formalità.

Il dietrofront dell’attuale presidente del Coni ha permesso l’attuazione di un piano, come direbbe il personaggio immaginario (ma verosimile) Stanis La Rochelle, molto italiano: il presidente del Coni Giovanni Malagò, a rischio dimissioni poiché “ineleggibile” al 22 giugno scorso, è stato sostituito da un commissario temporaneo (lo stesso Malagò) così che Malagò – che nel frattempo dovrebbe rendersi eleggibile – possa candidarsi alle prossime elezioni del 31 gennaio. La questione dell’ineleggibilità è stata sollevata da Renato Miele. L’avvocato ed ex giocatore della Lazio ha fatto ricorso alla giustizia sportiva poiché, per l’articolo 29 dello statuto Figc, chi si candida alle cariche federali dovrebbe essere “in regola con il tesseramento” alla data della candidatura. Tesseramento che, nel caso di Malagò, non c’è mai stato. La Figc ha sostenuto che la norma non imponesse un “tesseramento già perfezionato”, mentre la Procura generale dello sport ha considerato il requisito indispensabile e preventivo.

La questione è arrivata al Comitato che, onde evitare uno stillicidio legale, ha avuto il compito di trovare una soluzione, e in fretta. La Lega Serie A ha espresso il proprio sostegno a Malagò e si è detta contraria al commissariamento, richiamando anche il principio dell’autonomia del calcio. Per lo stesso motivo, un commissario espressione del governo avrebbe messo in cattiva luce la Figc agli occhi della Uefa. Agli occhi di Aleksander Čeferin una soluzione del genere sarebbe stata un’ingerenza ingiustificata. Il presidente della Uefa avrebbe potuto escludere il Paese dall’organizzazione degli Europei di calcio del 2032, un compito condiviso con la Turchia.

Il funambolico colpo di genio che si è compiuto all’ora di pranzo dovrebbe evitare malumori nei corridoi della Uefa, della Lega e allo stesso tempo riconfermare la fiducia in Malagò, che era stato eletto tre mesi fa con il 68,5 per cento delle preferenze. Dopo la gestione del caso Maldini-Leonardo-Pirlo, la virata sull’amico Roberto Mancini come commissario tecnico – l’unico tra i dirigenti che, in questa situazione di caos perpetuo, sta dando risposte positive – mentre i club avrebbero optato per Antonio Conte, la relazione di Malagò con la Figc è entrata in una nuova fase. Non resta che aspettare, con ansia, la prossima puntata.


di Zaccaria Trevi