Lettera aperta alla dottoressa Claudia Conte

martedì 12 maggio 2026


Sassolini di Lehner

Egregia Claudia Conte, i suoi editoriali dimostrano che in quel di Aquino, spesso più che nella sguaiata Ztl capitolina, possono venire al mondo cervelli perfettamente funzionanti. Bene fa, dunque, il direttore Andrea Mancia, a ospitare spesso e volentieri i suoi scritti, ciociari e tutt’altro che turpiloquenti. Tuttavia, le confesso di essere turbato e perplesso, visto che il mio apprezzamento sincero e disinteressato – non ho avuto mai l’opportunità di frequentarla, ergo nulla di faziosamente amicale mi ispira – per quanto lei scrive mi sta costando avvertimenti e rimproveri sanguinosi, come se io fossi, più o meno consapevolmente, un malvivente, un laudatore prezzolato, un suo complice in chissà quali malefatte in fieri, oppure un cretino totale incapace di distinguere il grano dal loglio. Certo, essendo umile allievo di Pirrone, il teorico della ἀκαταληψία (acatalessia: incomprensione della realtà) e dell’ἐποχή (epoché: sospensione del giudizio), quindi. da scettico militante sicuro della vanità dell’essere, potrei accettarmi come stupidotto, più idiota di quanto consentano le norme.

Tuttavia, mi riuscirebbe sfibrante ammetterlo apertamente. Anzi, rivendico il mio diritto costituzionale all’imbecillità professionale in media quantità, peraltro iscritta regolarmente all’Ordine. In effetti, esimia Claudia, anche il suo ultimo articolo mi conferma il suo spessore di opinionista capace di mettere a fuoco sapidamente la sostanza dei problemi. Invero, però, lei ha intorno una miriade di persone adirate e avverse. Molti nemici molto onore avrebbe detto Benito, ma nel suo caso mi viene da pensare piuttosto ai rischi che corre. E che anch’io, supposto correo, potrei correre. Non le chiederò le ragioni di tanta animosità, visto che aborro, più di quanto Giampiero Mughini possa aver in vita sua esecrato, il bullismo giornalistico che perseguita, incalza, rincorre, criminalizza le persone che non rispondono a comando. Peraltro, non mi conforta neppure l’avvisaglia di una sua emula da sbertucciare ed esporre alla gogna mediatica. Mi riferisco all’avvento, secondo i gossippari di lotta e di governo Mario Draghi, di una sostituta prezzemola, per giunta bellissima e vistosissima, molto più di Cc, addirittura dotata di un milione di follower di contro ai suoi miserelli 300mila.

Insomma, esimia Claudia Conte, ora ridotta a Cc, all’orizzonte si staglia un’altra vittima, colpevole d’essere donna e addirittura eterosessuale, da sbattere in prima pagina a mo’ di ennesimo pettegolo cuneo eversivo, in grado di dissolvere il governo in carica. Tanto per non sorvolare su altri colpi bassi verso di lei, da rilevare il paragone in negativo: la futura strega prezzemola da bruciare sul rogo parolacciaro vanta non solo più follower, ma soprattutto è più piacente di lei. Adesso, al cospetto della bella e impossibile, la imbruttiscono. Dagospia dixit, come a dire che è Cassazione. La qualcosa non rassicura né lei, né me, suo imbruttito naturale e notorio complice.


di Giancarlo Lehner