Il caso tesseramento arriva anche nell’Aiac

lunedì 5 ottobre 2026


Il Tribunale di Firenze annulla la sospensione di Fabio Lozzi

Dopo il caso Malagò, il requisito del tesseramento torna al centro delle regole del calcio italiano. Questa volta la vicenda riguarda l’Aiac, l’Associazione italiana allenatori calcio presieduta da Renzo Ulivieri. Il Tribunale di Firenze ha accolto, con la sentenza numero 3.194 del 29 settembre 2026, il ricorso del dottor Fabio Lozzi, dirigente Aiac per molti anni e già segretario regionale del Lazio e segretario nazionale del collegio arbitrale Figc, contro la sospensione di cinque anni disposta nei suoi confronti dagli organi dell’Associazione.

Al centro della decisione emerge una questione particolarmente attuale: il rispetto dei requisiti statutari di tesseramento da parte dei componenti dell’organo chiamato a giudicare e sanzionare un associato. Un tema che richiama inevitabilmente il dibattito di queste settimane sul caso Giovanni Malagò, dove proprio il possesso del tesseramento e i suoi effetti sulla legittimità dell’esercizio di determinate funzioni sportive sono diventati oggetto di confronto davanti agli organi di giustizia sportiva.

Nel caso Aiac, però, è intervenuto il giudice ordinario, mettendo in discussione la validità del procedimento che aveva portato alla pesantissima sospensione di Lozzi, dimostratasi infondata sia formalmente che nella sostanza. La vicenda apre così una questione più ampia: chi è chiamato ad applicare le regole dell’ordinamento sportivo deve essere il primo a possedere tutti i requisiti previsti dalle regole stesse? Un interrogativo che, dal caso Malagò all’Aiac di Ulivieri, potrebbe assumere un rilievo ben più generale nel sistema del calcio italiano.


di Redazione