mercoledì 10 giugno 2026
L’attesa è finita. Domani sera alle 21 inizierà il Campionato mondiale di calcio 2026, ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada. La partita inaugurale, Messico-Sudafrica, si giocherà al Mexico City Stadium (conosciuto come Stadio Azteca) a Città del Messico. L’avvicinamento alla competizione della Fifa è stato segnato da perquisizioni stile Airport security a danno dell’Uzbekistan di Fabio Cannavaro e del Senegal, dall’esclusione del numero uno degli arbitri africani, Omar Artan, rispedito in patria per presunti legami con organizzazioni terroristiche. Un mondiale di calcio che prova a farsi spazio tra guerra e pace, con l’Iran che è arrivato negli Stati Uniti pronto a dire la sua, sportivamente. Buona parte dello staff tecnico della nazionale iraniana, però, non ha ottenuto il visto per entrare negli Usa. Domani inizierà il campionato del mondo più “grande” di sempre (in pieno stile americano): Quarantotto squadre, 12 gironi e 104 partite, tutte in diretta su Dazn. La Rai invece ha acquisito i diritti per 35 partite del Mondiale, che saranno trasmesse in diretta su Rai 1. Delle altre 69, la Rai potrà trasmettere tutte le azioni salienti.
Negli Stati Uniti, Messico e Canada tornerà la sfida ventennale tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Prima presenza nel 2006 – un mondiale che ci ricordiamo bene – e i due fuoriclasse non demordono. All’appuntamento iridato si presentano agguerriti come sempre. E ora sono a caccia di record assoluti. L’argentino detiene già il primato assoluto di presenze ai Mondiali con 26 partite disputate, quattro in più rispetto al fuoriclasse portoghese. Ronaldo, però, conserva un vantaggio nella classifica marcatori della competizione e con 15 reti è a una sola lunghezza dal record detenuto da Miroslav Klose. I due campioni sono solo la “punta dell’iceberg” di una nutrita pattuglia di veterani che continua a sfidare il tempo. Il primato anagrafico tra i partecipanti appartiene tuttavia allo scozzese Craig Gordon. Nato nell’anno del trionfo azzurro ai Mondiali di Spagna 1982, il portiere dell’Hearts of Midlothian disputerà il torneo a 43 anni e mezzo, piazzandosi al secondo posto nella classifica dei giocatori più anziani mai presenti a una fase finale mondiale. Davanti a lui resta soltanto l’egiziano Essam El Hadary, che nel 2018 scese in campo a 45 anni.
Scivola invece fuori dal podio una leggenda assoluta come Roger Milla. L’attaccante camerunese concluse la propria avventura mondiale nel 1994, a 42 anni, realizzando contro la Russia quello che sarebbe stato l’ultimo gol della sua carriera. Complessivamente sono circa 40 i giocatori che hanno superato i 35 anni e che prenderanno parte al torneo nordamericano. Tra questi figurano soltanto tre calciatori alla sesta partecipazione mondiale: Messi, Cristiano Ronaldo e il portiere messicano Guillermo Ochoa, anche se nelle sue prime due apparizioni non è mai sceso in campo. A “quota 40 anni” troviamo anche il portiere capoverdiano Vozinha e tre autentiche icone del calcio europeo degli anni Duemila: Luka Modrić, Pallone d’Oro e leader della Croazia finalista nel 2018; Manuel Neuer, campione del mondo con la Germania nel 2014 e simbolo del Bayern Monaco; Edin Dzeko, capitano della Bosnia-Erzegovina e primo calciatore ad aver fatto più di 50 gol in tre campionati europei. Hanno invece 39 anni il portiere ecuadoriano Hernán Galíndez e due volti ben noti al calcio italiano: Fernando Muslera, ex Lazio, e Yuto Nagatomo, protagonista per sette stagioni con la maglia dell’Inter. Per entrambi si tratta della quinta partecipazione a una Coppa del Mondo, traguardo condiviso anche da Modric e Neuer. Messi, che compirà 39 anni nel corso del torneo, appartiene alla stessa generazione del connazionale Nicolas Otamendi, campione del mondo in Qatar e protagonista in carriera anche con il Manchester City.
Domani all’Azteca Messico-Sudafrica aprirà i Mondiali. La stessa partita inaugurale di Sudafrica 2010. In quell’occasione la partita terminò 1-1, con il vantaggio dei padroni di casa firmato da Siphiwe Tshabalala e il pareggio del difensore Rafa Márquez, ex Verona. Inserito nel Gruppo A insieme a Repubblica Ceca e Corea del Sud, il Messico si presenta all’appuntamento con il favore del pronostico, forte di tre vittorie consecutive nelle amichevoli di preparazione. Più altalenante il percorso recente del Sudafrica, reduce dall’eliminazione agli Ottavi della Coppa d’Africa 2025 e da una serie di pareggi nelle gare di avvicinamento al torneo. Nel 2005 il Sudafrica si impose per 2-1 in Gold Cup, mentre cinque anni prima era stato il Tricolor a vincere un’amichevole spettacolare per 4-2. Domani si riparte dallo 0-0, con gli occhi del mondo intero puntati sul Mondiale più grande e chiacchierato della storia recente.
di Edoardo Falzon