Il giallo del derby di Roma, tra rinvii e contemporaneità

martedì 12 maggio 2026


Di sicuro c’è solo che il derby della Capitale, in qualche modo, si dovrà disputare. In principio, le cinque partite per la bagarre Europa dovevano disputarsi domenica 17 maggio alle 12.30, compresa Roma-Lazio. La prefettura di Roma ha disposto, poche ore fa, per il rinvio a lunedì 18 maggio alle 20.45, per evitare disagi dovuti alla contemporaneità con gli Internazionali Bnl d’Italia. Ma poco dopo, l’amministratore delegato della Lega Serie A ha messo in discussione il Viminale. Le parole di Luigi De Siervo, pronunciate all’Agi lasciando stazione Termini dopo l’arrivo della Coppa Italia, hanno infatti aperto un nuovo fronte: “Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio”. Una frase che ha immediatamente alimentato dubbi e polemiche attorno alla collocazione della partita più delicata della stagione romana. De Siervo ha poi aggiunto: “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità”. Dichiarazioni che sembrano andare in direzione opposta rispetto all’indicazione fornita dalla prefettura, che rischiano di generare un nuovo braccio di ferro istituzionale nelle prossime ore. Il risultato è un clima di totale incertezza, con il derby sospeso tra esigenze sportive, ordine pubblico e interessi televisivi. E alla fine, ironicamente, la sensazione è che questa partita si stia già giocando due volte: una sul campo organizzativo e una, prossimamente, sul terreno di gioco.

Alla base della decisione della prefettura ci sono motivazioni legate alla gestione della sicurezza. Le autorità ritengono infatti che concentrare nello stesso giorno l’enorme afflusso di tifosi per Roma-Lazio e quello degli spettatori degli Internazionali avrebbe rappresentato un banco di prova estremamente complesso per la macchina organizzativa della città. Trasporti pubblici, viabilità e presidio delle Forze dellordine sarebbero stati sottoposti a una pressione eccezionale, con il concreto rischio di paralizzare ampie aree della Capitale. Lo spostamento al lunedì sera consentirebbe invece di alleggerire la pressione attorno al Foro Italico, separando i flussi di pubblico e permettendo una distribuzione più efficace degli agenti impegnati nel controllo del territorio. Una scelta che, però, non ha mancato di dividere le tifoserie. Da una parte il fascino del monday night, con un Olimpico illuminato dai riflettori e un’atmosfera ancora più carica di tensione; dall’altra i disagi logistici per migliaia di sostenitori, soprattutto per chi arriverà da fuori Roma. L’impressione è che, comunque andrà, c’erano i margini per prendere questa decisione con diverse settimane di anticipo.


di E. F.