Coppa Italia: l’Inter vola in Finale

mercoledì 22 aprile 2026


L’Inter ha vinto in rimonta dopo lo 0-0 dell’andata. È successo di tutto allo stadio Giuseppe Meazza, nella Semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Como. La squadra di Cristian Chivu è andata sotto di due gol salvo poi rimontare negli ultimi 20. I nerazzurri, adesso, aspettano la vincente di Atalanta-Lazio, che ripartono dal rocambolesco 2-2 dell’andata. Una clamorosa rimonta made in Inter: la squadra di Cesc Fàbregas vinceva 2-1 fino all’86. La partita si accende fin dalle prime battute. Il Como ha sfiorato subito il vantaggio: all’8il tiro di Martin Baturina viene respinto da un intervento decisivo di Josep Martínez, mentre un minuto più tardi Marc-Oliver Kempf ha colpito la traversa con un colpo di testa. La pressione lariana ha trovato sbocco al 32. Ignace Van der Brempt supera Federico Dimarco in area e serve Baturina, che conclude rasoterra in diagonale con il destro portando avanti gli ospiti. L’Inter ha provato a reagire e al 37, sfiorando il pareggio: Marcus Thuram ha colpito di testa su calcio d’angolo battuto da Dimarco, ma Maximo Perrone ha salvato sulla linea di porta.

Nella ripresa il Como ha trovato addirittura il raddoppio. Al 48’ Nico Paz ha servito un illuminante filtrante rasoterra per l’inserimento di Lucas Da Cunha, che ha battuto Martínez nell’uno contro uno. La partita è sembrata ormai indirizzata, ma l’Inter ha riaperto il confronto al 69’: Hakan Çalhanoğlu ha trovato la conclusione dalla distanza, deviata da Jacobo Ramón su assist di Petar Sučić. Appena un minuto dopo il Como ha l’occasione per chiuderla, ma Assane Diao ha sprecato clamorosamente il possibile 3-1 a tu per tu con il portiere milanese. È l’episodio che cambia l’inerzia della gara. All’86’ arriva il pareggio nerazzurro: ancora Çalhanoğlu, di testa, raccoglie il filtrante di Sučić e firma il 2-2. Tre minuti più tardi l’Inter completa la rimonta: il turco serve Sučić, che dal centro dell’area ha battuto Jean Butez e ribalta definitivamente il risultato.

Al termine della gara, Chivu ha sottolineato il valore della prestazione e il contributo della panchina: “Questo risultato è il lavoro di un gruppo che sta facendo bene da inizio stagione, quando sono chiamati in causa lo fanno vedere. Chi è entrato dalla panchina ha dato una grossa mano capendo il momento, sapendo cosa fare, hanno avuto personalità, coraggio e sono stati decisivi sia Sučić, che Andy Diouf che Pio Esposito. Questo gruppo ha una voglia pazzesca di essere competitivo fino in fondo”. Il tecnico nerazzurro ha poi riconosciuto la forza degli avversari: “Eravamo consapevoli di quello che è il Como, sono la miglior difesa del campionato eppure siamo riusciti a segnargli tanti gol nei confronti contro di loro ma questi ragazzi hanno voglia, determinazione e orgoglio, hanno il dna Inter dentro e rimontare due volte il Como in pochi giorni è roba da pazza Inter”. A volte “devo rinunciare ai miei concetti perché questi ragazzi vogliono divertirsi e fare cose da pazzi. Conosco questa definizione, fa parte della storia, io l’ho vissuta anche da giocatore. Il bello dell’Inter sono le emozioni forti, ha fatto imprese che in altri posti non riescono a fare. La gente si innamora di questi colori per questo”.

Sul fronte opposto, Cesc Fàbregas ha espresso rammarico per l’esito della partita, pur riconoscendo la qualità della prestazione dei suoi. Arrabbiarmi oggi “sarebbe sbagliato, ovvio che sono deluso. Arrabbiato lo ero venerdì dopo la sfida persa col Sassuolo. Manca qualcosa ma abbiamo fatto una grande prestazione. Ricordo bene da dove abbiamo iniziato”. Il gol dell’1-2 “ha cambiato un po’ la sfida anche se mi ricordo dell’occasione di Diao. Io so dove eravamo quando abbiamo cominciato questo percorso e ora lottiamo per andare in Finale di Coppa Italia e arriviamo quasi a vincere due volte contro l’Inter. Questo è molto bello. Sono sereno. Sapevo che questi ragazzi avrebbero fatto una grande prestazione. Grande orgoglio davvero. So chi sono questi ragazzi, dove hanno cominciato e dove sono nel loro percorso. Abbiamo giocato contro una squadra che gioca da anni insieme e che vince lo scudetto. Lo scorso anno hanno fatto la finale di Champions League, Chivu non lo dirà mai ma se alleni questi giocatori sei sempre più vicino a vincere”.


di Edoardo Falzon