sabato 18 aprile 2026
Dopo Milano Cortina l’Italia vuole il bis. La candidatura congiunta di Milano, Torino e Genova per ospitare le Olimpiadi estive del 2036 prende forma con il sostegno delle rispettive Regioni. A spiegare la portata del progetto è stato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenuto dopo l’annuncio ufficiale della proposta. “È una cosa seria, perché vediamo un’opportunità e per me è anche un percorso di coerenza. Sono sempre stato vicino all’idea di fare qualcosa di più con Torino e ora anche con Genova”. Sala ha ricordato che la competizione internazionale per l’assegnazione dei Giochi è ancora apertissima. “Ci sono candidature ufficializzate per il 2036 che non sono europee. Ovviamente bisognerà passare attraverso la verifica se ci sono altre candidature italiane e poi per il Coni – ha aggiunto – Però insomma i tre sindaci, i tre presidenti di Regione sono motivati. Infine è anche un bel progetto bipartisan che aiuta tre sindaci di centrosinistra, tre presidenti di Regione di centrodestra, quindi anche questo è importante”. Tra gli elementi che potrebbero rafforzare la candidatura figura il sistema infrastrutturale che collega i principali centri del Nord-Ovest. “Le infrastrutture, come l’alta velocità aiuteranno il ricongiungimento di queste città. Bisogna passare dall’ex triangolo industriale a un triangolo diverso, in cui c’è scienza, ci sono università, c’è tecnologia – ha proseguito ancora Sala – E anche lo sport può essere un minimo comune denominatore”.
Il sindaco milanese non appare inoltre preoccupato da una possibile competizione interna con Roma, qualora la capitale decidesse di avanzare una propria candidatura. “No, non temiamo un derby. Se Roma vorrà provarci vediamo quale sarà il progetto migliore”, ha dichiarato Sala a margine di un evento a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. La scelta di coinvolgere Milano, Torino e Genova risponde anche a una logica geografica e infrastrutturale. “Il Veneto è fuori dal progetto perché abbiamo pensato di trovare una logica anche di vicinanza. Ormai a Torino ci si va in 40-45 minuti col treno e a Genova in un paio d’anni sarà la stessa cosa”. Il percorso verso il dossier olimpico andrà oltre l’attuale mandato di Sala, che si concluderà il prossimo anno. Il sindaco, però, ha ribadito la volontà di portare avanti l’iniziativa. “Ma ora è mio dovere portarlo avanti”, ha spiegato, rispondendo con una battuta a chi gli chiedeva se in futuro potrebbe dedicarsi proprio a questo progetto: “correte troppo”.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme all’assessore allo Sport Paolo Bongioanni, ha sottolineato il potenziale strategico di una candidatura unitaria del Nord-Ovest. Queste Regioni “sono il cuore economico e produttivo d’Italia, ma anche una macro regione dal patrimonio paesaggistico e ambientale straordinario che spazia dalla montagna alla pianura, dalle colline al mare. A tutto questo si aggiunge un’esperienza olimpica consolidata che è un valore chiave per centrare l’obiettivo. Il Piemonte in questi anni ha costruito una strategia che punta sui grandi eventi per posizionare la regione a livello internazionale: le Olimpiadi sono il più grande evento del pianeta e rappresenterebbero quindi il culmine di questo percorso”. Secondo Cirio e Bongioanni il modello delle Olimpiadi diffuse rappresenta oggi una soluzione moderna e sostenibile. “E le nostre Regioni, con l’eredità delle infrastrutture e delle competenze sviluppate grazie ai Giochi invernali e la forza delle loro bellezze naturalistiche e culturali, possono essere competitive a livello mondiale. Consapevoli che le Olimpiadi – concludono – sono un grande evento sportivo che si basa su solidarietà e amicizia, ma anche un volano economico straordinario”.
di Redazione