giovedì 26 marzo 2026
Gennaro Gattuso e la partita più importante “della sua carriera”. Stasera l’Italia si giocherà la possibilità di avanzare nei playoff per i Mondiali di calcio. Alle 21, la Nazionale azzurra ospiterà alla New Balance Arena di Bergamo l’Irlanda del Nord. Il precedente più vicino a noi è datato 2021. In quel caso il tecnico italiano era Roberto Mancini, e la partita finì 0-0. È cambiato tutto da quel giorno di cinque anni fa: adesso il commissario tecnico è Gennaro Gattuso, e la partecipazione dell’Italia ai mondiali è ancora appesa a un filo. Il ct ha diramato la lista dei 23 convocati per la Semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. Tra gli assenti spicca il nome dell’attaccante dell’Atalanta Gianluca Scamacca, che ieri ha svolto lavoro differenziato durante la rifinitura nel tentativo di recuperare dalla lesione muscolare prima della partita contro l’Hellas Verona, in vista di un’eventuale finale prevista per il 31 marzo. Non figurano inoltre nella lista Andrea Cambiaso – inizialmente indicato tra i possibili titolari – oltre a Elia Caprile, Diego Coppola e Nicolò Cambiaghi.
La probabile formazione azzurra vede Gianluigi Donnarumma tra i pali, con una linea difensiva composta da Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni e Riccardo Calafiori. Sulle corsie esterne Matteo Politano e Federico Dimarco, mentre a centrocampo dovrebbero agire Sandro Tonali, Manuel Locatelli e Nicolò Barella. In attacco confermata la coppia Moise Kean-Mateo Retegui. A dirigere l’incontro sarà l’olandese Danny Makkelie, arbitro di grande esperienza internazionale. Per la Nazionale italiana il traguardo è uno solo: tornare al Mondiale. Gli azzurri, inseriti nel Percorso A dei playoff, ripartono dalla sfida casalinga contro l’Irlanda del Nord, avversaria che non batte l’Italia dal 1958. Alla vigilia della partita, il commissario tecnico ha fatto il punto sulle condizioni della squadra. “Mancini, Politano, Calafiori non hanno nulla, sono a disposizione. Bastoni ha lavorato al 30 per cento con la squadra. Scamacca è più indietro. Loro sono gli unici da valutare”, ha detto ieri pomeriggio Gattuso in conferenza stampa. La posta in palio è altissima anche sul piano personale per l’allenatore azzurro. “Sicuramente è la partita più importante della mia carriera”. Così il ct dell’Italia alla vigilia della gara con l’Irlanda del Nord. “Mi gioco tanto, sono ancora giovane e ho un Paese sulle mie spalle – ha aggiunto – Non nego che in questi sette mesi tutti i giorni ho sentito dire mister portaci al Mondiale. La pressione c’è però è una pressione a cui sono abituato da tantissimi anni”.
Nel ritiro azzurro è intervenuto anche Riccardo Calafiori, chiamato a guidare la difesa in una sfida che può segnare il destino dell’Italia. “Dipende più da noi che dagli altri”. Il difensore dell’Arsenal ha invitato la squadra a vivere la partita con lucidità, senza lasciarsi travolgere dalla tensione. “Fisicamente sto bene, vedremo in campo le risposte. In un momento così delicato dobbiamo fare gruppo e pensare solo alla prima partita”, ha spiegato il centrale azzurro, sottolineando quanto la compattezza del gruppo possa risultare decisiva in una gara da dentro o fuori. Un passaggio importante riguarda i calci piazzati, considerati uno dei principali punti di forza dell’Arsenal di Mikel Arteta, ma anche selezione nordirlandese. “Dovremo stare molto attenti, perché possono fare la differenza. Nel calcio moderno i margini sono ridotti e bisogna essere concentrati dal primo all’ultimo minuto”. Calafiori ha poi raccontato un retroscena legato al rapporto con il commissario tecnico: “Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre. Quando giocavo meno mi ha chiamato spesso. La cena insieme è stata bella, una serata tra amici”. All’incontro erano presenti anche Leonardo Bonucci e Gianluigi Buffon, tra racconti e aneddoti legati al mondo azzurro. Il difensore ha infine allargato lo sguardo al confronto tra il calcio italiano e quello inglese, dove oggi gioca con l’Arsenal: “La differenza è nell’intensità. In Premier League si gioca e si vive tutto a ritmi più alti, con pochi momenti morti”. Poi il ritorno al pensiero dominante nel ritiro della Nazionale: “Non serve pensare al passato. Dobbiamo restare uniti e ottenere il risultato che vogliamo. Sogniamo il Mondiale da quando siamo piccoli: questa è un’opportunità che non vogliamo sbagliare”.
di Edoardo Falzon