lunedì 9 marzo 2026
Pervis Estupiñán ha deciso il derby di Milano. La stracittadina tra Milan e Inter di ieri alle 20.45 è stata decisa dall’uomo che non ti aspetti, lato rossonero, con un gol dell’esterno colombiano messo in azione da un ottimo passaggio filtrante di Youssouf Fofana. L’azione della rete rossonera, arrivata al 35’ del primo tempo, è nata addirittura da un lavoro di “sponda” del fuoriclasse milanista Rafael Leão, che è abituato a incarichi diversi ma non si è fatto trovare impreparato. Il derby della madonnina numero 246 è stato anche lo scontro diretto tra la prima e la seconda della classe in Serie A, con la squadra di Massimiliano Allegri che ha sottratto tre punti all’Inter di Cristian Chivu, ancora a +7 sui rossoneri e saldamente alla guida del campionato.
L’avvio di gara è stato subito vivace. La prima occasione rossonera è nata da un rinvio sbagliato di Yann Sommer, che ha consegnato il pallone a Christian Pulisic, rapido nel servire Luka Modrić. Il croato ha provato la conclusione ma senza trovare lo specchio della porta. La partita rimane equilibrata, con ritmi controllati e poche vere aperture negli ultimi metri. A parte lo scossone in avvio di gara, quasi nulla da segnalare fino alla mezz’ora. Al 34’ è l’Inter ad andare vicinissima al vantaggio: progressione centrale di Henrikh Mkhitaryan, che si è fatto largo tra le maglie della difesa milanista presentandosi solo davanti a Mike Maignan. Il portiere francese ha risposto con il petto, salvando il risultato. E come spesso accade nel calcio, dopo meno di un minuto e il Milan è passato in vantaggio. La rete di Estupiñán ha accompagnato le squadre negli spogliatoi.
In apertura di ripresa i rossoneri hanno sfiorato il raddoppio. È ancora Pulisic a guidare la transizione offensiva, servendo Leão sulla sinistra dell’area. Il portoghese però non è preciso nella conclusione e l’occasione sfuma. L’Inter reagisce e alza il ritmo del confronto. Cinque minuti più tardi arriva la grande chance per il pareggio: Nicolò Barella recupera palla e mette al centro per Mkhitaryan, che appoggia a Federico Dimarco. Il laterale nerazzurro, completamente libero a centro area, non riesce però a indirizzare il tiro, che termina alto sopra la traversa. Un errore che i tifosi non si sarebbero aspettati dall’esterno della Nazionale. Nel prosieguo della gara i due allenatori sono corsi ai ripari pescando forze fresche dalle rispettive panchine, mantenendo alto il livello dell’intensità soprattutto nella zona nevralgica del campo. Il Milan si è difeso con ordine provando a gestire la pressione crescente dell’Inter, che nel finale ha tentato l’assalto con una serie di cross dalla trequarti. Gli ultimi minuti sono concitati: mischie in area, contatti e proteste hanno accompagnato i cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro Daniele Doveri. Il risultato però non cambia e il derby si chiude con il successo milanista. Successivamente, negli studi televisivi, si è parlato molto dell’episodio che ha fatto da padrone in questa stracittadina, il tocco di mano di Samuele Ricci che avrebbe potuto condurre l’ufficiale di gara allo schermo del Var. Ma gli arbitri, fuori e dentro il campo, hanno valutato il tocco di braccio del mediano milanista non punibile. Il regolamento parla chiaro, niente errore evidente dell’arbitro, niente chiamata alla review.
di Edoardo Falzon