Diritto dello sport, un volano per la giustizia

martedì 17 febbraio 2026


Intervista ad Angelo Maietta

Angelo Maietta è professore associato di Diritto privato alla Universitas Mercatorum di Roma, avvocato cassazionista e studioso del Diritto dello sport, dei media digitali e delle nuove tecnologie. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, affianca all’attività accademica incarichi istituzionali e ruoli di rilievo nella giustizia sportiva, essendo vicepresidente della prima sezione del Collegio di Garanzia del Coni. Il suo volume Il diritto processuale del calcio offre un’analisi operativa e aggiornata della giustizia sportiva Figc, approfondendone struttura, procedure e interpretazioni giurisprudenziali.

Il suo percorso professionale unisce accademia, avvocatura e incarichi istituzionali: in che modo queste esperienze si influenzano reciprocamente e contribuiscono alla sua visione del diritto, in particolare nei settori dello sport e della comunicazione?
Le esperienze che lei cita sono legate da un filo rosso che consente di mettere a fattor comune le tre aree richiamate. La ricerca accademica è un pilastro formativo che mi consente di essere sempre aggiornato sui miei temi di interesse. Questo ovviamente diventa il carburante che alimenta la professione e gli incarichi istituzionali perché quando si vive di professione, il merito e la competenza sono gli unici ingredienti che contribuiscono al successo ovviamente insieme ad una componente che solo chi non è intellettualmente onesto non riconosce: la fortuna.

Nel volume Il diritto processuale del calcio lei analizza il funzionamento della giustizia sportiva Figc: quali sono le principali differenze rispetto alla giustizia ordinaria e perché è fondamentale comprenderne la dimensione procedurale?

Il diritto sportivo a mio avviso è un modello da imitare. È virtuosissimo perché fatto di regole dettagliate, certe ed efficaci. La giustizia sportiva, poi, a differenza di qualsiasi altra forma di giustizia, è velocissima perché ha tempi strettissimi di risposta in ragione del fatto che è legata allo svolgimento dei campionati (o gare in genere) che non possono fermarsi in attesa di una decisione; comprendere i meccanismi giustiziali dello sport è di fondamentale importanza non solo per gli affiliati e i tesserati ma soprattutto per gli operatori del diritto (avvocati in particolare) perché il tecnicismo e i termini perentori scanditi non consentono distrazioni o deroghe.

Il diritto dello sport ha ormai una propria autonomia scientifica: quali elementi ne dimostrano la maturità e quali sfide normative emergono in un sistema sportivo sempre più complesso e globale?

Come dicevo prima, il diritto sportivo è un modello da imitare. È un ordinamento molto complesso e dotato di autonomia normativa. Sono felice che anche il mondo accademico se ne sta accorgendo tant’è che in moltissime università esiste una cattedra di Diritto dello sport a dimostrazione della sua rilevanza nell’ordinamento statale. La sua maturità come disciplina la troviamo, ad esempio, nella trasversalità e nella interdisciplinarità del diritto sportivo all’interno del quale esistono sottosistemi mutuati dal diritto civile, dal diritto penale, dal diritto amministrativo, dal diritto d’autore, dal diritto commerciale e dal diritto processuale. È, a mio avviso, il sistema più completo che esiste. Chi conosce bene il diritto sportivo, conosce sicuramente bene alcuni spazi di tutte le discipline appena citate che ne alimentano l’ordinamento grazie al meccanismo delle mutazioni oltre alle specificità proprie delle regole tecniche dello sport. La cartina di tornasole di quanto affermo la troviamo ad esempio anche nel decreto ministeriale 163/2020 che istituisce la regolamentazione degli avvocati specialisti; in questa norma, infatti, esiste l’area di specialità del diritto sportivo riconosciuta espressamente dalla legge e dal Consiglio Nazionale Forense.

L’interpretazione delle Corti federali e del Collegio di Garanzia ha un ruolo centrale nello sviluppo del sistema sportivo: quanto incide la giurisprudenza nella stabilità e nell’evoluzione delle regole del calcio?

Incide tantissimo. In particolare, la funzione del Collegio di Garanzia dello sport, di cui mi onoro di far parte da ben 13 anni svolgendo funzioni di vicepresidente della prima sezione, è di natura nomofilattica, ovvero di corretta interpretazione e, quindi, applicazione delle norme sportive e di tutti gli istituti connessi. È un organo posto al vertice ed a chiusura del sistema di giustizia sportiva come ultimo grado di giudizio (è, per comprendere meglio, come la corte di cassazione nell'ordinamento statale) che garantisce la tenuta del sistema e la esatta interpretazione delle norme sportive. È un organo di legittimità. Quanto alle Corti federali e al Giudice sportivo, essi hanno un ruolo decisivo nella organizzazione del sistema giustiziale dello sport perché sono il braccio effettivo dell'ordinamento sportivo per i gradi di merito e per la efficace risposta alle istanze che di volta in volta si presentano.

Guardando al futuro della giustizia sportiva italiana: quali riforme o innovazioni ritiene necessarie per garantire efficienza, tutela dei diritti e credibilità delle istituzioni sportive?

Io credo che il sistema funzioni già molto bene e non necessità di grandi rivoluzioni. In più occasioni la giustizia sportiva ha dimostrato di essere in grado di risolvere problematiche importanti che hanno anche avuto il clamore dei media. Se proprio dovessi suggerire qualche riflessione, questa riguarda unicamente il riconoscimento da parte del legislatore nazionale del grande ruolo dei giudici sportivi che sono persone che studiano ed hanno grande competenza e, quindi, dare loro la dignità che meritano e non soltanto le critiche che spesso gratuitamente vengono licenziate. Se solo si pensa che ogni federazione sportiva ha regole proprie e complesse da far osservare si comprende quale grande specializzazione ha la magistratura sportiva che deve conoscere e studiare e far applicare (ci sono in Italia 50 federazioni sportive nazionali, 13 discipline sportive associate, 14 enti di promozione sportiva e 19 associazioni benemerite) le norme di ciascuna di esse, tutte diverse tra loro. Nessun altro settore ordinamentale è così variegato e complesso. Questo è il Diritto dello sport.


di Claudia Conte