Australian open: Sinner vola in Semifinale

mercoledì 28 gennaio 2026


Jannik Sinner ha battuto in tre set Ben Shelton. “Ho servito bene e sono stato paziente”, ha commentato mentre ancora si asciugava il sudore versato durante la partita. Nei Quarti di Finale dellAustralian open, l’americano non ha potuto niente sul numero due del ranking Atp, che ha staccato un pass per le Semifinali del primo Slam della stagione, vincendo tre set a zero. Il tabellone recita 6-3, 6-4, 6-4, con Jannik che non è mai sembrato in difficoltà, anzi, ha dato l’impressione di aver giocato un po’ con le energie. Nel terzo set, Shelton ha provato il tutto per tutto e si è affidato al suo temibile servizio, prontamente disinnescato dalla racchetta azzurra, che nel momento decisivo della partita è andato avanti di un break e ha servito per l’incontro. Per la nona volta consecutiva, l’altoatesino ha battuto Shelton senza concedere neppure un set. L’unico precedente in cui l’americano era riuscito a strappare almeno un parziale – e a vincere il match – resta quello di Shanghai 2023. In Semifinale, Sinner affronterà Novak Djoković, approdato tra i migliori quattro grazie al ritiro di Lorenzo Musetti. Il carrarino stava firmando una delle imprese più sorprendenti del torneo: avanti due set a zero, 6-4, 6-3, contro il dieci volte campione australiano, Musetti ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema alla coscia destra. Dopo l’intervento del fisioterapista, il rientro in campo è stato breve: limitato nei movimenti, l’azzurro si è ritirato sotto 3-1 nel terzo set.

Era l’11° confronto tra Musetti e Djoković, con il serbo avanti 9-1 nei precedenti e ancora una volta favorito alla vigilia. Ma l’andamento del match aveva ribaltato ogni pronostico. Il tennis espresso da Musetti, già esaltante negli ottavi contro Taylor Fritz, si era confermato di una qualità raramente vista: potenza, varietà e solidità tali da mettere seriamente in difficoltà l’ultimo esponente dei big four ancora in attività, uno dei pochissimi nel circuito in grado di competere, almeno teoricamente, con Sinner e Carlos Alcaraz. “Mi dispiace per Lorenzo, oggi è stato il giocatore migliore in campo e io ero pronto per andare a casa. Nello sport succede, è successo anche a me in passato. Spero abbia una rapida guarigione. È stato molto sfortunato, avrebbe dovuto essere il vincitore oggi”. Così Djoković ha commentato il ritiro dell’azzurro, aggiungendo: “Quando attacchi Musetti non sai mai cosa aspettarti, può arrivare uno slice o un passante, o può giocare con una palla alta sul mio colpo debole. Ho provato a fare del mio meglio, avevo delle vesciche ma niente di grave. Sono stato semplicemente fortunato”.

Amarezza e lucidità nelle parole di Musetti in conferenza stampa: “Giocare così, contro Djoković, condurre il match, essere sopra di due set e poi essere costretto al ritiro, è qualcosa che non avrei mai immaginato, fa davvero male”. Il 23enne ha poi ricostruito i momenti dell’infortunio: “A inizio secondo set ho sentito che c’era qualcosa di strano alla parte alta della gamba destra ma ho continuato a giocare, perché stavo giocando davvero bene, ma sentivo che il dolore stava aumentando e che il problema non stava andando via. Ho provato a stringere i denti ma come immaginavo era diventato infattibile – racconta – Oggi forse ho giocato una delle migliori partite della mia vita, anche sotto il profilo dell’importanza, della pesantezza della partita stessa, mettendo in difficoltà dal punto di vista del gioco il tennista che ha vinto di più nella storia. È qualcosa che mi porterò a casa ma che allo stesso tempo mi fa ancora più arrabbiare, non riesco a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio visto tutto il lavoro che sto facendo per prevenire queste situazioni. Si gioca troppo? Sì ma la stagione è appena iniziata, non posso dare colpa al calendario. Se mi fossi fatto male a Torino, dopo aver giocato per 8-9 settimane di fila allora sì che sarebbe stata una scusante in più”.


di Edoardo Falzon