martedì 13 gennaio 2026
Finite le sofferenze del Trapani basket, resta solo la rabbia dei tifosi e l’imbarazzo di un intero movimento. “Una squadra che sta nella vetrina del campionato di serie A e che gioca delle partite che finiscono in 4 minuti sicuramente non fa bene al movimento, ma non fa bene all’immagine della Sicilia in generale e di Trapani in particolare”. Parole nette, quelle pronunciate dopo l’ennesimo epilogo grottesco degli Shark, protagonisti contro Trento di una gara interrotta quasi subito per assenza di giocatori, dopo aver mandato in campo giovanissimi del settore giovanile. A esprimere amarezza è Cristina Correnti, figura che va ben oltre il ruolo di presidente del comitato regionale della Federazione italiana pallacanestro. Ex cestista di alto livello, campionessa d’Italia con Taranto e medaglia d’oro alle Universiadi del 1995, Correnti legge quanto accaduto soprattutto come una ferita inferta al basket siciliano. “Una pagina molto triste per la pallacanestro siciliana – dice – La società ha fatto vivere delle pagine indimenticabili, dei grandi traguardi, ha fatto sognare tutti i tifosi siciliani, oggi però l’epilogo mi sembra molto triste. Speriamo che possa terminare in un senso o in un altro prima possibile”.
Quel “prima possibile” è arrivato. Trapani è stata ufficialmente estromessa dalla stagione di Lega Basket: il campionato passa così da 16 a 15 squadre, con l’annullamento di tutti i risultati ottenuti dal club siciliano. Le partite già disputate non verranno più conteggiate nella classifica generale, che subisce una revisione profonda anche in vista della Final Eight di Coppa Italia. Cambia inoltre il quadro delle retrocessioni: al termine della stagione ne scenderà una sola, e non più due. La decisione è maturata nel corso della riunione congiunta tra Federazione italiana basket e Lega Società di Pallacanestro Serie A, che ha messo fine a un’agonia protrattasi per settimane, coinvolgendo tifosi e tesserati rimasti. Come ampiamente previsto, i vertici di Fip e Lba hanno deliberato l’esclusione di Trapani dal campionato in corso, confermando l’azzeramento dei risultati e la riduzione dell’organico e delle retrocessioni.
La società del presidente Valerio Antonini, tuttavia, non intende fermarsi: ha annunciato la volontà di proseguire la propria battaglia in sede legale contro una decisione ritenuta ingiusta. Nonostante ciò, Fip e Lba hanno ribadito, al termine “dell’approfondito confronto congiunto” tenutosi presso la sede federale di via Vitorchiano, una linea di fermezza a tutela del sistema. Il messaggio è chiaro: il mondo della pallacanestro non può accettare che dirigenti e rappresentanti di club prestigiosi, espressione di piazze storiche come Trapani, mettano a rischio la credibilità di un movimento che ambisce a rimanere sano e riconosciuto anche a livello internazionale. Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità restano valori fondanti e non negoziabili per Fip e Lba.
Infine, è un peccato che di questa tragedia sportiva verranno presto dimenticate le dichiarazioni di dubbio gusto del presidente Antonini, le risposte delle associazioni, la squalifica e i titoli dei giornali. Ma la delusione dei tifosi che avrebbero voluto solamente tifare la squadra della propria città, le dimissioni di allenatore e giocatori che avevano sposato un progetto e soprattutto l’umiliazione dei poveri cestisti delle giovanili che hanno dovuto giocare le due partite-farsa in Champions League e campionato – alcuni dei quali esordivano in quel momento tra i professionisti – non verranno dimenticati facilmente.
di Edoardo Falzon