La lezione del Titano al Festival della Diplomazia di Roma

giovedì 29 ottobre 2026


Nel quadro di un panorama geopolitico globale segnato da profonde instabilità, fratture sistemiche e dal progressivo logoramento delle regole multilaterali, la Capitale italiana è tornata a essere il baricentro del dibattito internazionale ospitando la diciassettesima edizione del Festival della Diplomazia, l’autorevole kermesse fondata nel 2010 e presieduta da Giorgio Bartolomucci che riunisce annualmente a Roma ambasciatori, analisti, accademici e vertici delle istituzioni internazionali per esplorare le trasformazioni della politica estera e della sicurezza globale.

In questo scenario di elevato profilo analitico, che ha saputo guadagnarsi nel tempo l’attenzione della stampa estera e dei network diplomatici europei come spazio privilegiato di diplomazia pubblica e informale, la presenza della Repubblica di San Marino ha assunto un rilievo strategico centrale.

Durante il panel intitolato “QuestionTime: San Marino”, svoltosi nella prestigiosa cornice del Centro Studi Americani a Palazzo Mattei di Giove, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, affiancato dalla Rappresentanza Permanente guidata dall’Ambasciatore Daniela Rotondaro e di fronte a una vasta platea del Corpo diplomatico accreditato e a oltre 130 studenti universitari provenienti da 30 Paesi, ha tracciato le linee direttrici dell’azione internazionale del Titano, giunto al suo terzo anno consecutivo di partecipazione attiva al Festival.

Nel corso del suo articolato intervento, il capo della diplomazia sammarinese ha offerto una panoramica esaustiva sui mutamenti strutturali delle relazioni estere del Paese, soffermandosi in particolare sulla necessità di superare la visione tradizionale e statica dei micro-Stati per riaffermare il valore del multilateralismo inclusivo. Di fronte a sfide trasversali che travalicano i confini fisici, dall’aumento dei costi energetici alle transizioni demografiche, dalla riorganizzazione del mercato del lavoro alle pressioni inflattive, Beccari ha rimarcato come nessuna nazione possa oggi affrontare la complessità globale in un’ottica di isolamento o autosufficienza.

Un passaggio di particolare densità teorica e politica ha riguardato l’evoluzione stessa del concetto di neutralità nello scacchiere contemporaneo. San Marino ha delineato il paradigma di una “neutralità attiva”, che rifiuta l’indifferenza di fronte alle palesi violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, trasformando la storica vocazione pacifista della Repubblica in una postura proattiva a difesa dei principi statutari delle Nazioni Unite e dell’architettura di sicurezza europea.

L’evento si è poi concluso con un serrato e aperto confronto diretto con i giovani delegati internazionali, confermando ancora una volta come il Festival della Diplomazia rappresenti non soltanto una vetrina istituzionale per la stampa di settore, ma anche un insostituibile laboratorio formativo in cui la lezione di dialogo dei piccoli Stati diventa patrimonio condiviso per le future classi dirigenti globali.


di Domenico Letizia