Il papa all’Angelus: “Dio cerca con noi una relazione personale”

lunedì 26 ottobre 2026


In occasione dell’Angelus di ieri, Papa Leone XIV riflette sul “comandamento dell’amore” ben delineato nel Vangelo di Matteo: alla domanda su quale sia il più grande comandamento, Gesù, ricordando il passo del Deuteronomio al dottore della legge che lo stava interrogando, risponde: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, la tua anima e la tua mente”. Per il pontefice, “Cristo pone come fulcro del rapporto con Dio la dimensione dell’amore e il Signore cerca con noi una relazione personale”. Il papa prosegue ricordando quanto queste siano le premesse per un incontro naturale e spontaneo con Dio, e che non si può amare “a comando”. Più l’amore per Dio è autentico, più è concreta la possibilità di donarsi completamente con cuore, anima e mente. Citando Santa Teresa del Bambino Gesù, Leone XIV ricorda che “solo l’amore spinge all’azione le membra della Chiesa, e spento questo amore, essa non annuncerebbe più il Vangelo”.

Al termine della preghiera Robert Francis Prevost si è detto preoccupato per la situazione umanitaria in Yemen, in modo particolare a Taiz, città di 2 milioni e mezzo di persone situata a oltre mille metri di altitudine, che sta assistendo ad una rapida evoluzione dell’emergenza alimentare, con più di 800mila persone senza cibo. Leone ha chiesto di pregare per le persone uccise e ferite nell’attentato terroristico contro i fedeli della Chiesa Ortodossa di Saint George, nella località giordana di Hamoud, in un luogo che “si distingue per la pacifica convivenza e il rispetto tra le diverse religioni”. Il pontefice, ricordando l’appuntamento per il 27 ottobre ad Assisi, si unisce spiritualmente ai leader religiosi che raggiungeranno la città umbra per i 40 anni trascorsi dalla prima Giornata mondiale di preghiera per la pace, indetta da Giovanni Paolo II nel 1986. “Mai come oggi è evidente che le guerre, oltre a seminare morte e distruzione, impoveriscono e danneggiano il mondo”, ha detto Leone. Il papa non potrà partecipare all’incontro di Assisi poiché per il momento sono fortemente sconsigliati i viaggi in elicottero, mentre il viaggio in America Latina dal 6 al 17 novembre è confermato.

Altri dieci giorni e per Prevost sarà come tornare a casa, dato che nei giorni conclusivi del viaggio il papa visiterà il Perù e passerà anche per Chiclayo, città di cui è stato vescovo per otto anni. Attualmente in Sud America è primavera, mentre qui ci si sta avviando al periodo invernale. Il cambio di temperatura e delle condizioni climatiche può certamente destabilizzare il papa, così come il lungo volo da Roma a Montevideo, a cui aggiungere tanti spostamenti interni, certamente affaticherà il pontefice. Si tratta comunque di un viaggio molto sentito sia per il papa che per le popolazioni che assisteranno al suo passaggio; inoltre, da fine novembre inizia l’Avvento e certamente a ridosso del Natale non è semplice assentarsi per dieci giorni. Nell’agosto 2027 Leone dovrebbe anche andare in Corea del Sud per la Giornata mondiale della gioventù: un altro viaggio lungo e complesso che però dovrebbe svolgersi con il papa pienamente ripreso. Per il 2027 si ipotizza anche un viaggio a Santiago de Compostela per l’Anno Santo Compostelano e uno in Messico, dove il papa è stato invitato dai vescovi locali. Al di là delle conferme si tratterà comunque di un anno impegnativo per il pontefice, che non ha ancora indetto un concistoro per la creazione di cardinali e che potrebbe nei prossimi mesi annunciare altre importanti nomine.


di Enrico Laurito