Il fentanyl elimina l’emarginazione

martedì 6 ottobre 2026


Il fentanyl è sbarcato nelle periferie Italiane. Intanto la cosiddetta “stampa istituzionale” ci racconta che non si tratterebbe di un fenomeno allarmante. Ma, dopo il furto dalla cassaforte dell’Ospedale Israelitico di Roma di una importante partita di fentanyl, in molti si domandano chi abbia commissionato il furto o se si sia trattato di abile messa in scena. Soprattutto chi abbia interesse a creare dipendenza da fentanyl tra poveri, barboni e gente ai margini. Il dubbio assale l’uomo di strada come in un film distopico. Qualcuno si domanda se agenti di morte (zombizzatori) possano circolare indisturbati. Forse dipendenti di una multinazionale della morte che vorrebbe eliminare gli emarginati? 

“Kill all the poor” (Uccidere tutti i poveri) è uno dei più famosi sketch satirici della coppia comica britannica David Mitchell e Robert Webb: nella scena un gruppo di consulenti politici discute freddamente su come far uscire il paese dalla recessione economica; dopo aver testato varie manovre finanziarie, inseriscono nel computer l’opzione cinica di “eliminare i poveri” per far quadrare i conti della spesa pubblica. Lo sketch è una parodia satirica del pragmatismo economico privo di etica: e in troppi ormai malignano sul fentanyl; soprattutto alla luce dello scandalo Usa di due decenni fa, quando emergeva l’uso dei senza tetto raccolti per strada (da agenti delle security di colossi farmaceutici) per farne cavie per farmaci.

FENTANYL BLUE MOON

Operazione Blue Moon è il nome in codice di una strategia segreta di guerra psicologica per il controllo sociale. I dettagli erano emersi da inchieste e racconti sulla “Strategia della tensione” in Italia: consisteva nella diffusione pilotata di stupefacenti (come LSD ed eroina) negli anni ‘70, con il solo fine di neutralizzare i movimenti di protesta giovanile. Da quel momento la droga dilagava tra i giovani.

Secondo alcune testimonianze giudiziarie e storiche (Roberto Cavallaro del SID confermava tutto) l’operazione sarebbe stata concepita intorno al 1972, durante incontri segreti tra gli apparati di intelligence occidentali nel quadro della Guerra Fredda. Cavallaro era un agente del SID (Servizio informazioni difesa, servizio segreto militare italiano attivo dal 1966 al 1977) e dichiarava che l’obiettivo era “sedare il conflitto sociale e politico”, fiaccando la spinta eversiva radicale dei giovani attraverso la diffusione massiccia di droghe pesanti nei loro ambienti di aggregazione. Il modello usato dal SID era omologo alla strategia “COINTELPRO” sperimentata dalla CIA negli Stati Uniti. Emergeva nelle inchieste di varie procure il nome di Ronald Stark, figura chiave (di raccordo) in Italia per la diffusione di sostanze stupefacenti: era l’enigmatico agente e infiltrato (Stark) vicino sia ai circuiti pacifisti che agli ambienti della contestazione.

Numerosi furono i riscontri sulla strategia collegata al boom italiano dell’eroina tra il 1974 e il 1975. Il Belpaese assisteva inerme all’esplosione del fenomeno del consumo di eroina. Una tragedia che cambiava radicalmente il tessuto urbano e politico delle grandi città. Chi scrive ricorda insospettabili compagni di liceo che venivano improvvisamente arrestati per uso di droga. Una situazione scioccante, che alimentava la tesi dell’“eroina di Stato” come strumento di lotta politica: un’inchiesta giornalistica apparsa su Il Mondo e alcuni documentari trasmessi a tarda ora dimostrarono come l’Italia istituzionale sia stata complice del “Blue Moon” durante quei maledetti anni di piombo. L’operazione Blue Moon veniva varata nel 1972, durante un incontro segreto tra membri dei “servizi” di vari paesi aderenti al patto al Patto Atlantico: l’eroina diventava strumento di controllo, e le mafie erano già braccio operativo dell’intelligence.

Dall’eroina al fentanyl il passo è breve: le droghe si confermano strumento di controllo, ieri politico e oggi sociale.

Però non possiamo dimenticare come sia stata decimata una generazione di italiani che pensavano e agivano. 

ESPERIMENTO ZOMBIE

La cosiddetta “droga degli zombie” è una miscela di eroina o fentanyl tagliata con la xilazina (potente sedativo miorilassante veterinario): provoca gravi lesioni ai tessuti e uno stato fisico catatonico. Il fentanyl è un potente oppioide sintetico: da 50 a 100 volte più potente della morfina e fino a 50 volte più dell’eroina. In origine nato come farmaco analgesico e anestetico, ma oggi è il simbolo della grave crisi sanitaria e geopolitica globale, la zombizzazione degli emarginati. Gli Stati Uniti sono l’epicentro di questa crisi, con circa 100.000 decessi all’anno per overdose legati ad oppioidi sintetici. Ci dicono che il traffico sarebbe alimentato dai cartelli messicani (come Sinaloa, Jalisco Nuova Generazione e altri) che assemblano la droga usando vari precursori chimici. Ma nessuno s’azzarda a ricordare gli aiuti Cia perché gli eserciti rivoluzionari si trasformassero in gruppi paramilitari del narcotraffico.

Il Canada è tra gli epicentri di questa sperimentazione sociale, ed ha ammesso essere in “emergenza acuta”: in particolare la British Columbia, dove solo nel 2025 si sono registrate circa 1.800 morti per il fentanyl. Oggi l’Europa continentale sta per essere investita da un’epidemia simile a quella americana: Europol e Interpol hanno registrato aumento nell’uso e decessi.

ITALIA PRIMO APPRODO

Il governo dice che non ci sarebbe un’emergenza fentanyl, ma ha comunque attivato il “Piano Nazionale di Prevenzione contro gli oppioidi sintetici” e stanziato fondi per questa specifica dipendenza.

E tanti si confermano gli interrogativi sul furto di fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma: ovvero la scomparsa di 80 fiale dell’oppioide sintetico (convertibili in circa 20.000 dosi illecite) dalla cassaforte della farmacia interna della struttura. La cassaforte è stata trovata chiusa, senza segni di effrazione: facendo così ipotizzare l’uso di una chiave o il coinvolgimento di persone a conoscenza di protocolli e posizione del farmaco.

L’ammanco veniva scoperto tra l’11 e il 23 giugno 2026, con formale denuncia presentata ai Carabinieri il 24 giugno 2026. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per “furto e detenzione ai fini di spaccio”. Nel registro degli indagati sono stati iscritti due custodi della struttura sanitaria. Sulla vicenda indagano Carabinieri del NAS, il Ministero della Salute ha ordinato “ispezione dedicata” e il coinvolgimento di Palazzo Chigi per valutare “la sicurezza nella gestione degli oppioidi sintetici negli ospedali”.

Le società scientifiche hanno chiarito che il fentanyl è un farmaco sicuro e indispensabile in anestesia e terapia del dolore se usato sotto stretto controllo medico; invitando così a non generare allarmismi ingiustificati tra i pazienti. Le autorità sanitarie e d’inchiesta ipotizzano un furto su commissione destinato al mercato nero, intanto la stampa ha ridimensionato i “presunti focolai di zombie” legati al fentanyl nelle periferie romane. Ma i residenti del quartiere Tor Sapienza, almeno i più coraggiosi, hanno filmato esponenti del racket nigeriano che quotidianamente regalerebbero dosi di fentanyl agli emarginati, agli zombie. Quindi l’uomo di strada si domanda quale sia il progetto, soprattutto chi paghi per questa distruzione dell’umanità.


di Ruggiero Capone