venerdì 2 ottobre 2026
Perché la storia di Mario Marcone dice qualcosa di nuovo sulla sicurezza pubblica
In un’epoca in cui la gestione dell’ordine pubblico viene spesso declinata secondo la grammatica del contrasto muscolare, della polarizzazione o dello slogan d’effetto, c’è chi dimostra quotidiana fedeltà a un principio ben diverso: la forza della fermezza non ha bisogno di alzare la voce.
Il passaggio del dottor Mario Marcone dal ruolo di Vicario del Questore di Bari alla guida del Compartimento della Polizia Stradale compartimento della Puglia non rappresenta soltanto il fisiologico e meritato avanzamento di carriera di un alto funzionario dello Stato.
È, anzitutto, una buona notizia per la gestione del territorio e della sicurezza cittadina in una regione cerniera del Mediterraneo.
L’UMANITÀ COME STRUMENTO DI GESTIONE DELLE TENSIONI
Chi ha seguito sul campo le vicende baresi degli ultimi anni conosce bene lo stile operativo di Marcone. Un episodio su tutti restituisce il profilo dell’uomo e delle istituzioni che rappresenta: la gestione delle tese manifestazioni di protesta esplose fuori dal Porto di Bari in occasione della visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In quel contesto, così come durante i delicati ed emotivamente complessi contesti di sgombero abitativo sul territorio, la figura del Vicario si è distinta per un’equazione non scontata: autorevolezza senza autoritarismo.
Ascolto, diplomazia, capacità di mediazione e ferma tutela della legalità senza mai scadere nella provocazione o nella rigidità formale. In tempi di aspra conflittualità sociale, l’empatia e l’umanità non costituiscono una debolezza tattica, bensì la pietra d‘angolo della sicurezza democratica. Un funzionario che sa parlare ai manifestanti, che comprende la disperazione delle fasce fragili e che governa la piazza con il dialogo non perde un grammo di autorità: al contrario, la rafforza.
UN CURRICULUM AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE E DELLA COMPLESSITÀ
Dietro l’equilibrio e la sensibilità istituzionale di Mario Marcone c’è una solida preparazione giuridica e un percorso professionale eclettico, maturato in prima linea e nelle sedi dove si pianificano le strategie nazionali della Pubblica Sicurezza.
Romano di nascita (classe 1968), laureato in Giurisprudenza alla Sapienza con successiva abilitazione all’esercizio della professione forense, Marcone entra nella Polizia di Stato frequentando l’81° Corso per Vice Commissari (1988-1992). La sua carriera attraversa le diverse anime dell’Amministrazione:
I contesti investigativi ed emergenziali: dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia nei primi anni ’90, al lavoro di Gabinetto alla Questura di Roma e ai servizi di ordine pubblico nella capitale durante il Giubileo del 2000, fino alla direzione del Centro Situazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dove gestisce il flusso informativo delle emergenze nazionali (inclusa la crisi migratoria del marzo 2011).
Innovazione e visione di sistema: tra il 2013 e il 2015, presso l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia del Ministero dell’Interno, è figura di snodo decisiva per l’attivazione del Numero Unico Europeo 112 NUE. Nello stesso periodo partecipa ai gruppi di lavoro fondamentali per l'introduzione e la sperimentazione di nuovi strumenti e tecniche operative, quali le bombolette allo spray al peperoncino (Oleoresin Capsicum), la pistola ad impulsi elettrici Taser e le procedure di razionalizzazione per traduzioni e piantonamenti.
I grandi hub della Frontiera: dirigente della Polizia di Frontiera a Brindisi, poi a Venezia (gestendo la complessità del terzo scalo aeroportuale italiano e il polo crocieristico) e dal 2019 a Bari, dove presidia uno snodo strategico extra-Schengen e coordina i complessi servizi di sicurezza per i vertici internazionali, ultimo in ordine di tempo il Summit del G7 in Puglia nel giugno 2024.
LA NUOVA SFIDA ALLA POLIZIA STRADALE DELLA PUGLIA
Dal 16 settembre 2024 Primo Dirigente e Vicario della Questura di Bari, Marcone assume oggi la guida della Polizia Stradale della Puglia.
Una specialità cruciale per la regione, chiamata ad affrontare la sicurezza di una rete viaria ad alta intensità di traffico commerciale e turistico, il contrasto all’infortunistica e la gestione della mobilità in un territorio in fortissima espansione.
Augurare buon lavoro al dottor Mario Marcone significa auspicare che il suo approccio ̵ fatto di competenza tecnica, visione moderna delle dotazioni di sicurezza e spiccata sensibilità umana ̵ continui ad essere il marchio di fabbrica del servizio della Polizia di Stato tra la gente e per la gente. Un modello d’azione sobrio e fermo, di cui oggi si avverte più che mai il bisogno.
di Alessandro Cucciolla