“Muori e diventa”: siamo entità di energia

mercoledì 16 settembre 2026


Tutti gli umani hanno facoltà latenti per mezzo delle quali possono (possiamo) acquisire conoscenze sui mondi superiori (mondo delle anime, mondo dello spirito). Le scuole occulte dei mistici, degli gnostici, dei teosofi, degli esoteristi diffondono l’insegnamento occulto. La conoscenza occulta non è diversa da ogni altra conoscenza o capacità umana. È un mistero come può esserlo lo scrivere per chi non abbia imparato a scrivere. Così come chiunque può imparare a scrivere, allo stesso modo ognuno può diventare un discepolo o un maestro di occultismi, purché cerchi la via giusta. A tale proposito l’insegnamento degli esoteristi (Rudolf Steiner ad esempio) indica la strada possibile. Riassumendo molto, può essere così tratteggiato. “Dal primo uomo, l’uomo inferiore, nasce il secondo uomo, l’uomo spirituale”. (Rudolf Steiner, Conferenza del 16 febbraio 1923). C’è una domanda che, prima o poi, si affaccia nell’anima di chiunque inizi a cercare un senso più profondo alla propria esistenza: “Io sono soltanto questo corpo che si stanca, questa mente che si affanna e questo nome che porto?”.

La scienza dello spirito risponde a questo enigma svelandoci che la nostra vita terrena non è un fatto statico, ma un meraviglioso e coraggioso percorso di trasformazione. Noi non siamo un’opera compiuta e definitiva, siamo un cantiere aperto. In ognuno di noi, infatti, convivono due esseri diversi, due compagni di viaggio: il primo uomo (l’uomo inferiore) e il secondo uomo (l’uomo spirituale). Capire chi sono queste due entità e come avviene il passaggio dall’una all’altra è la chiave per comprendere il senso profondo della nostra incarnazione sulla Terra. Il primo uomo è la creatura della natura e del passato. Ognuno di noi inizia il proprio viaggio sulla Terra come primo uomo. Questo primo uomo è l’essere naturale, biologico e corporeo che riceviamo in dono al momento della nascita fisica. Di cosa è fatto? È fatto del nostro corpo di carne e ossa, ma anche di tutta la nostra parte emotiva più spontanea e istintiva: le simpatie e le antipatie improvvise, le reazioni dettate dalla rabbia o dalla paura, i desideri personali e le abitudini che abbiamo ereditato dalla nostra famiglia e dal nostro sangue. La sua natura è guidata dal piccolo ego quotidiano. È un essere prevalentemente reattivo, risponde agli stimoli del mondo esterno in modo automatico. Se qualcuno lo offende, si arrabbia; se sperimenta il piacere, lo rincorre; se vede un pericolo, fugge. Il suo limite è nel fatto che questo uomo inferiore è indispensabile. Senza di lui, non avremmo una base fisica per camminare nel mondo. Tuttavia, se restiamo confinati in questo livello, rimaniamo delle semplici creature della natura, condizionate dal passato, dagli istinti e dalle leggi biologiche della materia. La legge del seme si fonda sul principio fondamentale del “muori e diventa”.

Come può cioè un essere così legato alla terra e all’egoismo spontaneo dare nascita all’uomo spirituale? Qui interviene una legge universale che si può osservare facilmente in natura: la legge del seme. Se si prende un seme di grano, lo troviamo perfetto, duro, chiuso in sé stesso. Ma se quel seme vuole dare vita a una nuova pianta, a uno stelo verde e poi a una spiga dorata, deve accettare di essere piantato nell’oscurità della terra. Lì il seme deve letteralmente consumarsi, sacrificare la propria vecchia forma dura, “morire” come singolo seme per poter risorgere come nuova vita. Questo è il mistero che Johann Wolfgang von Goethe ha riassunto nella celebre massima: “Muori e diventa! Perché finché non l’avrai compreso, sarai solo un triste ospite sulla terra buia”. Per far nascere il secondo uomo, l’essere umano deve compiere lo stesso sacrificio del seme. Si deve imparare a fare morire giorno dopo giorno l’ego, la pretesa di avere sempre ragione, le reazioni istintive e le pigrizie mentali. Questo non significa distruggerci, ma fare spazio dentro di noi a una forza diversa e più alta.

Il secondo uomo è l’uomo spirituale e la forza dell’Io. Non nasce da solo con il passare degli anni fisici. Si può invecchiare nel corpo rimanendo dei primi uomini per tutta la vita. L’uomo spirituale è un parto dell’anima che richiede la nostra volontà cosciente, il nostro sforzo d’amore e di attenzione. Come si risveglia? Si risveglia ogni volta che si decide di non essere più vittime passive delle nostre reazioni. Si risveglia quando, di fronte a un’offesa, si decide di non rispondere con la rabbia del primo uomo, ma con la comprensione e il silenzio dell’uomo spirituale. Si risveglia quando educhiamo i nostri pensieri a cercare la verità oggettiva e non quella che ci fa comodo. La natura dell’uomo spirituale è guidata dall’Io superiore, l’energia eterna infinita e immortale che dimora in noi. Mentre il primo uomo guarda al mondo per vedere cosa può “prendere” per sé, il secondo uomo guarda al mondo per vedere cosa può “donare” attraverso la sua conoscenza, la sua arte e il suo amore. Gabriele D’Annunzio affermava: “Siamo ciò che abbiamo donato”. L’obiettivo dell’uomo spirituale trasforma il corpo fisico del primo uomo in un tempio dello spirito. Non cancella le passioni o gli istinti, ma li educa, li rischiara con la luce della coscienza e li trasforma in pura forza. Si tratta di un lavoro quotidiano e silenzioso. Questa straordinaria nascita non è un evento che accade all’improvviso in modo spettacolare. È un lavoro quotidiano, microscopico e silenzioso che si compie nelle nostre anime ogni volta che coltiviamo la quiete interiore. Trovando anche solo pochi minuti al giorno per ritirarci dal frastuono del mondo e osservare noi stessi con calma e imparzialità, come se guardassimo un estraneo.

Bisogna rendere vivi i nostri pensieri. Smettendo di ripetere passivamente le opinioni altrui e sforzandoci di comprendere la realtà con le nostre sole forze spirituali. Trasformiamo il dolore in saggezza, accettando le difficoltà e le sofferenze della vita non come ingiustizie del destino, ma come la “palestra” dove il secondo uomo può allenare la propria forza e la propria pazienza. Questi gli insegnamenti degli esoteristi. Essi riferiscono del pianeta Saturno ove si sarebbe dovuto l’inizio dell’energia, dello spirito (spiriti della personalità) e il nuovo Saturno sarebbe stato poi la nostra Terra. Riassumendo moltissimo il calore si sarebbe diviso in luce e in fumo, gas. Da Saturno sarebbe nato, da una parte, il nuovo pianeta come gas, aria o fumo e, dall’altra, si sarebbe formata la luce. In Saturno trasformato ci sono fumo, gas o aria, e luce! Il globo di calore si sarebbe trasformato in un globo luminoso: sarebbe così nato un Sole.

Anche oggi i “Soli” attraversano un processo analogo, sono anche oggi costituiti da gas internamente fluente e, dall’altro, operano così che il gas diventi luce; diffondono luce nello spazio cosmico. Solo in quel momento si era prodotta la luce nella trasformazione della Terra. Era nata la luce. Nel calore dell’antico Saturno poterono diventare uomini gli Spiriti della personalità (“uova”) ovvero nuclei che li contenevano da cui si erano separati alcuni creando l’Io. Nella luce così irradiata dal Sole sono diventate uomini le entità delle gerarchie spirituali (che chiamiamo arcangeli). Come ha segnalato Albert Einstein, il problema ai fini della nostra comprensione è rappresentato da noi stessi, nel senso che l’uomo, gli uomini, sono parte del problema. La materialità umana impedisce o rende alquanto complicata e difficile la comprensione della energia e nostra spiritualità. È davvero molto difficile, perché come avete letto, lo “scarto” dall’uomo primo a superiore (da materiale a spirituale) è di per sé un bell’ostacolo. Gli esoteristi, Goethe, D’Annunzio, Einstein, indicano l’energia, una dimensione altra totalmente indifferente alla materia. Quello che conta è l’energia, che esiste eterna e immutabile, con “regole” proprie distanti anni luce da quello che la nostra stessa mente può concepire e pensare (immaginare sì però). Quello che possiamo fare è decifrare l’energia che, come ha affermato Nikola Tesla è appunto energia, frequenza, onde, vibrazioni (che risuonano). Come ha segnalato Pier Luigi Ighina, a noi arriva così come respiriamo, dal cosmo alla Terra e viceversa. Non è qualcosa che ci pervade ma che è. Noi siamo energia. Del cosmo che tra aria o gas e (luce) ha assunto la forma della materia che vediamo e che siamo. La forma è in funzione della energia che ci anima e rende vivi.


di Francesca Romana Fantetti