venerdì 28 agosto 2026
L’estate sta finendo e l’aria condizionata ha riscaldato le nostre serate in strada. Chi usa lo scooter ne ha una percezione precisa: le soste in fila sono un martirio. Sei in crisi idrica interna accanto al compressore di bus e Suv che ti scaraventano addosso calore concentrato. Mentre ti asciughi come un’aringa sotto il sole, ricordi gli acquazzoni di un tempo. In cambio, l’afa supera i quaranta gradi a Rozzano come nella Sicilia occidentale, dove i panorami senza boschi da bruciare ricordano la Death Valley, senza le Cascate di Darwin.
COME È IL TEMPO, SIGNORA MIA?
Oggi siamo diventati noi i britannici per l’abitudine di parlare del clima. Che l’afa sia un problema è un dato, ma c’è chi contesta il cambio climatico con argomentazioni originali: la Bibbia parla delle punizioni del Signore e l’Egitto era desertico anche 3.000 anni fa.
I FILM DELLA CONSOLAZIONE
Il livello del dibattito sale con il tocco culturale: “Avrebbero fatto un film come La lunga estate calda se non avesse fatto caldo anche nel 1958?” Buon punto. Ci sono anche Il grande caldo, A qualcuno piace caldo e Paolo il Caldo. La reazione: “Sì, ma c’era anche Nick mano fredda.” Ok, sono paradossi, confesso. In realtà, davanti all’eccesso di afa si accende il condizionatore. Tornano in ballo i compressori bollenti e comincia l’horror movie che non arriva nei cinema: quanto costa l’energia?
LA VERSIONE DI SANGALLI E LA LATITANZA DEI CONSUMATORI
Quest’anno Confcommercio, non le associazioni dei consumatori, spiazza tutti e anticipa a fine agosto la denuncia: metà dei salari se ne va in spese non evitabili. Eppure nell’analisi qualcosa stona: l’energia costa assai ma non troppo, dicono. Evapora che nelle bollette gravino extra ecologici, tasse locali e le mitiche spese di trasporto. Quando leggi di queste ultime pensi al camion con l’aria condizionata mentre sei sullo scooter, e invece paghi un cavo che hai già finanziato con le tue tasse da quando sei nato, anche se sei un evasore. Perché lo Stato è gestito da evasori e sa come farti pagare lo stesso.
L’EXTRA MALUS DEI CARBURANTI
Confcommercio glissa sulle guerre di Trump che ci hanno regalato 50 centesimi al litro di carburante in più. Eppure, il pieno è una spesa obbligata in un Paese senza trasporti pubblici convincenti. Con un pieno da 100 euro da ripetere quattro volte al mese e due auto ottocento euro se ne vanno così. Questo il Centro ricerche non lo ha evidenziato. Forse hanno voluto risparmiare qualche soldo sulle stime per salvare le spese di Natale. Una flebile speranza per commercianti e pubblici esercizi, il Natale 2026 degli analisti di Confcommercio.
LA CHIOSA
A noi resta la possibilità di rinfrescarci in casa con Il Grande Freddo dell’escussione tributaria semplificata. A fronte dell’aumento di spese e tasse, qualcosa salta e sono i pagamenti tributari. Il ceto medio non ce la fa più. L’eccesso di pressione tributaria e di spese obbligate richiede la possibilità di sospendere i pagamenti prima della bancarotta familiare. L’ex ceto medio, quel terzo di italiani che paga per tutti, non ce la fa più. Governo e opposizione dicano qualcosa di serio, o non ci sarà più un’Italia di cui parlare. E il brutto è che le polemiche politiche si dividono su solidarietà ai terroristi di Hamas dei fascisti con le bandiere rosse e il divieto di libertà e habeas corpus propagandato dal generale Vannacci che non sa cosa siano i valori occidentali.
VALENTINA NAPPI VINCE SU VANNACCI E PRO-PAL
La migliore definizione dei valori occidentali l’ha data a sorpresa, questa estate, la colta pornostar Valentina Nappi. L’occidente è libertà individuale e sessuale, dice Nappi, mica tasse e spese obbligatorie per ritrovarsi rinchiusi nello stato etico di fascisti con le bandiere rosse e nere. Quelli, il generalacci e i pro-Pal in natanti foderati di versi che invitano a stragi di infedeli, leggono solo le veline russe. Sul punto Vannacci, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni vanno d’accordo e minacciano un medio evo con tante tasse e senza Valentina Nappi. Alla quale va la nostra stima
di Claudio Mec Melchiorre