Il pianeta è sempre più verde, non grazie all’agenda climatica

lunedì 24 agosto 2026


Un altro argomento che irrita i timorati del clima è l’impressionante rinverdimento del pianeta. Scoperta tardivamente, grazie ai rilievi satellitari dell’ultima decade del secolo, ha fatto cadere dal pero gli sbigottiti scienziati dell’Armageddon antropico. La “mortifera cioddue” ̵ come insisteva, ancora prima delle rilevazioni satellitari, il vituperato prof. Zichichi ̵ ha fertilizzato la vegetazione e ha prodotto, in un quarto di secolo, un aumento netto della superficie verde, equivalente a 2 Nordamerica. Smentendo così le Cassandre climatiche ̵ come Al Gore ̵ che preconizzavano un futuro a breve termine di desertificazione incombente. E il mancato presidente ci ha guadagnato pure un Nobel per le sue profezie da Mago Otelma, come l’imminente scomparsa dei ghiacci estivi nell’Artico (stavano ancora là a bloccare il passaggio di Nord Ovest, a luglio inoltrato).

Per maggior insulto dei climalterati, livelli alti di anidride carbonica fanno anche chiudere gli stomi delle foglie, riducendo traspirazione e fabbisogno idrico. Non solo ̵ aggiunge la Nasa ̵ ma il rinverdimento frena il riscaldamento del pianeta. Insomma, la Natura si autoregola molto meglio delle draconiane agende climatiche che promettono improbabili benefici per l’ambiente, ma sicuri danni per l’economia. Come l’utopico progetto di mettere al bando i concimi azotati (secondi alla C02 nella hate list dei climalterati), indispensabili per i volumi di produzione agricola che servono a sfamare il pianeta, gravandoli di tasse ecologiche e pretendendo di sostituirli con scarse o costosissime alternative. Quanto i concimi azotati siano importanti per il ciclo economico dell’agroalimentare è dimostrato dal pesante aumento dei prezzi causato dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, da cui passa oltre 1/3 di essi.

L’agenda green, che ha già desertificando il sistema industriale del vecchio continente, spostando produzione e emissioni verso Oriente, sta ora mettendo a repentaglio il settore agricolo, il suo export e la sicurezza alimentare. Si sta distruggendo tessuto economico ed industriale, in cambio di un ipotetico salvataggio da una altrettanto ipotetica Apocalisse climatica. Non è un caso che i primi ad abboccare a questa narrazione siano quei gonzi che si incollano all’asfalto delle strade e lanciano zuppe sui dipinti nei musei. Il tutto sotto il benevolo e condiscendente sguardo dei sacerdoti della climatologia antropica. 


di Raffaello Savarese