Perché non potete perdere lo Speciale su Paolo Borsellino

venerdì 17 luglio 2026


Ci sono date che non sono semplicemente sul calendario, ma sono marchiate a fuoco nella carne di una nazione. Il 19 luglio è una di queste. Quest’anno, a 34 anni da quel terribile 1992 in cui l’Italia perse Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, L’Opinione ha scelto di fare una promessa ai suoi lettori: nessuna commemorazione retorica, nessun palcoscenico per i soliti teoremi. Solo la forza nuda e dirompente dei fatti.

​Nasce così uno speciale imperdibile, pensato non solo come lettura, ma come un vero e proprio strumento di lavoro, memoria e approfondimento da conservare.

Un passaggio di testimone necessario, dedicato soprattutto alle nuove generazioni, a chi in quel 1992 non era ancora nato, ma si trova oggi a vivere in un'Italia profondamente cambiata da quel boato in via D’Amelio.

QUEI 57 GIORNI: LA SOLITUDINE E IL TRITOLO NASCOSTO

​Il focus dello speciale stringe l’obiettivo sul periodo più drammatico, cupo e specchiato della nostra storia recente: i 57 giorni che separano la strage di Capaci da quella di via D’Amelio. Un countdown umano e giudiziario vissuto da Paolo Borsellino nella piena, straziante consapevolezza di essere il prossimo obiettivo.

​Nello speciale affronteremo una delle verità più dolorose di quei due mesi: la consapevolezza che il tritolo destinato a lui era già arrivato a Palermo, una notizia drammatica che venne tragicamente tenuta nascosta al magistrato proprio da chi lavorava al suo fianco, all’interno della Procura della Repubblica.

È la storia di una solitudine istituzionale che fa ancora tremare le vene ai polsi.

LE VOCI DELLO SPECIALE: UN CORO DI VERITÀ E DOCUMENTI

​Per scendere nel profondo di questa narrazione, lontana dalle verità di comodo e vicina agli atti, lo speciale si avvale di contributi straordinari e autorevoli.

L’onorevole Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, con un’analisi lucida del contesto politico e istituzionale.

L’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino e legale dei figli del magistrato, Manfredi e Fiammetta, che da anni combatte in prima linea per dare risposte alla famiglia e al Paese.

Vincenzo Zurlo, avvocato, scrittore e autore del fondamentale saggio Oltre la trattativa, che ci guida nel labirinto di quegli anni.

L’avvocato Stefano Giordano, recentemente nominato consulente della Commissione parlamentare antimafia. Il suo è un legame storico e viscerale con la giustizia: è infatti figlio di Alfonso Giordano, il presidente che guidò con coraggio il primo storico Maxiprocesso a Cosa Nostra.

Stare sui fatti è la più grande difesa che possiamo offrire alla memoria di Paolo Borsellino. ​Non si può fare memoria senza avere il coraggio di guardare nel baratro. Per questo, gli interventi dello speciale non temono di affrontare il più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana, orchestrato chirurgicamente subito dopo la strage di via D’Amelio. Una coltre di fumo e false piste che per anni ha sottratto verità non solo alla famiglia Borsellino, ma a tutti i cittadini onesti. Ricostruire quel depistaggio, carta canta, significa restituire dignità alla giustizia.

​L’EREDITÀ DELLA “GENERAZIONE FALCONE E BORSELLINO”

​Cosa ci resta, oggi, di quel sacrificio? La generazione che ha vissuto il 1992 ha conosciuto il dolore più profondo, ma ha anche visto nascere una coscienza civile nuova. ​Questo speciale non è un invito al pianto, ma un invito alla consapevolezza.

​Se volete capire cosa accadde davvero, se volete spiegare ai vostri figli perché l’Italia di oggi deve la sua libertà al coraggio di pochi uomini giusti, non perdete lo speciale del 19 luglio. Leggetelo e, soprattutto, conservatelo.

Perché la verità non si commemora: si difende ogni giorno con la conoscenza dei fatti.


di Alessandro Cucciolla