Ginocchia sotto stress a tutte le età (Video)

mercoledì 15 luglio 2026


Medicina a km 0. Il dottor Giorgio Bove lancia l’allarme:
“Oggi ci si infortuna di più perché ci si allena meno e peggio”

Le ginocchia non sono più un problema solo da over 60. Sempre più spesso anche giovani sportivi, appassionati di sci, partite di calcetto o sfide a padel, ma anche motociclisti, si trovano a fare i conti con dolori, infiammazioni e traumi articolari. È un fenomeno in crescita che riflette uno stile di vita fatto di lunghi periodi di sedentarietà alternati ad attività fisica intensa, spesso senza un'adeguata preparazione.

A fare il punto è il dottor Giorgio Bovespecialista in ortopedia e traumatologia, che sottolinea come oggi gli infortuni non riguardino più soltanto gli atleti professionisti ma anche chi pratica sport in modo occasionale. Le ginocchia, tra le articolazioni più sollecitate del corpo umano, nei giovani soffrono soprattutto per sovraccarichi, movimenti errati o traumi. Sport praticati senza preparazione, allenamenti improvvisati o un ritorno troppo rapido dopo uno stop possono mettere a rischio legamenti, menischi e cartilagine.

Secondo il dottor Bove, uno degli errori più frequenti è pensare che basti una partita a calcetto o un’ora di padel nel weekend per mantenersi in forma. In realtà si tratta di discipline che richiedono cambi di direzione improvvisi, accelerazioni e frenate, movimenti che sottopongono il ginocchio a forti sollecitazioni, soprattutto tra i 40 e i 50 anni quando l’attività fisica è spesso saltuaria. Un capitolo a parte riguarda i motociclisti. In caso di incidente il ginocchio è una delle articolazioni più vulnerabili, ma anche chi utilizza la moto quotidianamente può sviluppare disturbi legati alle vibrazioni, alla postura mantenuta a lungo e ai microtraumi ripetuti nel tempo, specialmente se non vengono utilizzate adeguate protezioni.

Uno dei segnali più frequenti di un ginocchio che sta iniziando a soffrire è un dettaglio che molti sottovalutano: il dolore si avverte spesso più scendendo le scale che salendole. La spiegazione è semplice. Durante la discesa il ginocchio sopporta un carico decisamente superiore rispetto alla salita, perché i muscoli devono controllare e frenare il peso del corpo. In questa fase la rotula viene compressa con maggiore forza contro il femore, facendo emergere più facilmente eventuali infiammazioni, lesioni cartilaginee o problemi dell'articolazione. È un campanello d'allarme da non ignorare, soprattutto se il dolore si ripresenta con frequenza o è accompagnato da gonfiore, rigidità o instabilità. Questi sintomi e la difficoltà nei movimenti quotidiani non vanno ignorati, soprattutto nei più giovani. Intervenire precocemente significa evitare che un problema inizialmente lieve diventi cronico o renda necessario un trattamento più complesso.

La prevenzione resta lo strumento più efficace. Allenarsi con gradualità, rinforzare la muscolatura, in particolare quadricipiti e muscoli posteriori della coscia, dedicare tempo a riscaldamento e stretching, utilizzare calzature adeguate e mantenere un peso corporeo equilibrato sono regole semplici ma fondamentali. Anche dopo un infortunio è importante non avere fretta: una riabilitazione completa consente di recuperare forza, equilibrio e stabilità articolare, riducendo il rischio di ricadute.

Il messaggio del dottor Giorgio Bove è chiaro: “Le ginocchia non hanno età e imparare ad ascoltarne i segnali può fare la differenza tra un fastidio temporaneo e un problema destinato a durare nel tempo”.

(*) Nella foto il dottor Giorgio Bovespecialista in ortopedia e traumatologia


di Vanessa Seffer