martedì 30 giugno 2026
Ogni settimana, nella nostra comunità Facebook, la stessa scena si ripete: la sveglia puntata a mezzanotte, il computer acceso al buio, il dito pronto sul tasto “aggiorna”. È il rito di chi cerca un appuntamento su Prenot@mi, il portale attraverso cui ogni cittadino italiano all’estero deve passare per rinnovare il passaporto, richiedere una carta d’identità e mettersi in regola con il proprio consolato. La storia di Marta è quella di molti cittadini: una scadenza che si avvicina, un sito che non risponde, e un’attesa che si misura in mesi, non in giorni.
Marta ha trentasei anni, è originaria di Treviso e vive da quattro anni a L’Aia, nei Paesi Bassi, dove lavora come ricercatrice. La sua carta d’identità cartacea sarebbe scaduta ad agosto. Da febbraio aveva iniziato a controllare Prenot@mi con regolarità, prima una volta al giorno nella fascia oraria raccomandata dal consolato, poi più volte, poi a qualsiasi ora, compresa la mezzanotte o le prime ore dell’alba, non appena la comunità della diaspora si scambia voci su quando “si liberano” nuovi spazi.
Non si è mai liberato nulla. Per settimane il sistema ha mostrato la stessa schermata: nessuna disponibilità. Poi, da un certo punto in avanti, non si è più nemmeno aperto: un errore generico, a volte in italiano, a volte tradotto male in altre lingue, a seconda del paese da cui si tentava l’accesso. Marta, seguendo le raccomandazioni di altri utenti, ha provato a cancellare i cookie, a cambiare browser, a usare la modalità in incognito. Ha scritto un’email al consolato. La risposta fu breve: non è possibile fissare appuntamenti per telefono o via email; bisogna necessariamente passare dal portale.
È qui che la storia di Marta smette di essere un caso isolato e diventa uno schema preciso. Nella nostra comunità, infatti, le segnalazioni che riguardano Prenot@mi si sono moltiplicate negli ultimi mesi, e si ripetono con un’uniformità che esclude ogni interpretazione localizzata: stesso errore, stessa assenza di disponibilità, stessa risposta consolare che rimanda al portale come unico canale, in sedi che vanno da San Francisco a Ginevra, da Boston all’Aia.
A conferma di questo schema, un legale che assiste un cittadino italiano residente a Boston, recentemente naturalizzato e iscritto all’Aire, racconta che, dopo settimane di tentativi, il portale ha smesso del tutto di caricarsi, restituendo errori generici al posto degli appuntamenti − anche quelli più lontani nel tempo − che in precedenza, seppur con mesi di attesa, riusciva talvolta a mostrare. Un altro membro della community, residente a Ginevra, descrive lo stesso fenomeno in una notte di tentativi a cavallo della mezzanotte: il sistema si blocca proprio nel momento in cui, secondo le indicazioni ricevute, gli appuntamenti dovrebbero aprirsi.
C’è poi chi non riesce nemmeno ad arrivare al passo della prenotazione. Da San Francisco arriva una segnalazione che racconta di essere riuscita ad accedere al portale una sola volta, ottenendo un appuntamento per agosto, con l’obbligo di confermarlo entro dieci giorni. Da allora, il portale non si è più aperto. La conferma, semplicemente, non si può fare.
Per Marta, la carta d’identità cartacea scadrà ad agosto, come previsto. Non avendo alternative, si dovrà recare in Italia, nel suo Comune, per il rinnovo durante un rientro: è la strada che molti nella comunità stanno valutando, con i costi di viaggio che questo comporta.
Quello che emerge da queste testimonianze non è la difficoltà occasionale di un sito sovraccarico. È, piuttosto, l’immagine di un canale unico e obbligatorio che smette di funzionare proprio nel momento in cui la domanda è più alta e lascia il cittadino senza alcuna alternativa praticabile, perché i consolati stessi rimandano al portale come unica via, rigettando addirittura le comunicazioni via Pec. E quando l’unico canale si guasta, non resta niente, solo poca speranza.
Ad Aire Sos continuiamo a raccogliere queste segnalazioni, sede per sede, mese per mese. Non per costruire un elenco di lamentele, ma per documentare un modello che, se confermato nella sua sistematicità, riguarda non un singolo consolato ma l’infrastruttura digitale su cui si fonda oggi l’accesso ai servizi consolari per milioni di italiani all’estero.
Se qualcuno di voi ha bisogno di assistenza in merito, scriveteci pure. Per aiutarvi al meglio, indicate il consolato di competenza e il problema riscontrato; faremo certamente il possibile per segnalare la situazione alla circoscrizione competente, talvolta bypassando il sistema Prenot@mi.
Puoi contattarci tramite il nostro gruppo Facebook: facebook.com/groups/airesos.
Per assistenza individuale: [email protected] — oggetto: HELPDESK AIRE
di Aire Sos