Oltreconfini — la voce di Aire Sos. Quando la burocrazia divide le famiglie

lunedì 25 maggio 2026


Le storie che ci giungono ogni giorno raccontano di un sistema che può e deve essere ancora migliorato. Questa settimana diamo voce alla storia di una famiglia, segnalataci tramite il nostro sportello.

Il 30 marzo dell’anno scorso una nostra connazionale residente a Malta diede alla luce due gemelle. Fin dal primo momento i genitori contattarono il consolato italiano per registrare le nascite e ottenere i documenti di viaggio per le bimbe.

Purtroppo la burocrazia, in patria come all’estero, ha delle tempistiche e delle modalità che a volte mal si conciliano con le esigenze delle persone. Dopo due mesi di tentativi, la situazione si impantanò anche a causa del recente decreto sulla cittadinanza — il D.L. del 28 marzo 2025 che ha riformato in modo significativo le regole sullo ius sanguinis, limitando la trasmissione automatica della cittadinanza italiana ai discendenti nati all’estero e introducendo nuovi requisiti di dichiarazione.

Una riforma necessaria sul piano degli abusi, ma introdotta così rapidamente che molti uffici consolari si sono trovati impreparati ad applicarla in tempi brevi nei casi concreti. Gli operatori, disorientati, indirizzarono la famiglia al Comune di riferimento in Italia (San Benedetto del Tronto), che rispose con indicazioni precise e la documentazione richiesta. Quei documenti, però, non furono inizialmente accettati dal consolato. Il risultato è stato che ci sono voluti quattro mesi per ottenere i passaporti delle due gemelle. Nel frattempo, uno dei nonni — residente in Portogallo — era gravemente malato e desiderava ardentemente conoscere le nipotine. La famiglia era pronta a volare. Non ci riuscì in tempo: il nonno venne a mancare due giorni dopo la consegna dei documenti.

Questa famiglia venne da noi quando la situazione era già molto avanzata. È uno scenario che conosciamo bene: spesso i connazionali ci contattano tardivamente, dopo settimane o mesi di tentativi autonomi, quando le energie e la pazienza sono già esaurite. Quello che cerchiamo di fare, in questi casi, è ricostruire il percorso con loro.

Il nostro supporto è concreto e pratico. I nostri consulenti — tra cui avvocati con specifica esperienza in diritto consolare e della cittadinanza — aiutano le famiglie a capire esattamente quale documentazione è necessaria, come presentarla, e quali sono i tempi e le procedure corrette. Spieghiamo come usare la Pec (Posta Elettronica Certificata) per comunicare formalmente con i consolati, perché una Pec ha valore legale che un’email ordinaria non ha: genera una ricevuta di consegna, crea un registro documentato degli scambi e mette il consolato nelle condizioni di dover rispondere. È uno strumento che molti connazionali all’estero non conoscono o non sanno come usarlo, ma che può fare una differenza enorme.

Pubblichiamo anche video tutorial per orientarsi nelle piattaforme digitali — Prenot@mi, Fast-It, il portale Anpr — perché sappiamo quanto queste possano essere ostiche, specialmente per chi non è pratico di italiano burocratico o si trova in fusi orari difficili.  I concittadini all’estero possono avere poca dimestichezza con la burocrazia italiana, quindi fa anche parte dei nostri compiti di base offrire delle spiegazioni essenziali per fare in modo che l’iter burocratico possa essere il meno traumatico possibile.

Il caso di Malta non è isolato. Ogni settimana riceviamo segnalazioni da famiglie in situazioni simili: neonati senza documenti che non possono viaggiare, genitori che tentano per mesi di prenotare un appuntamento, anziani che aspettano la visita di figli e nipoti che lo Stato tiene, di fatto, bloccati oltre confine.

Non raccontiamo queste storie per alimentare la rassegnazione, ma perché crediamo che nominarle, una per una, sia il primo passo per cambiarle. Perché dietro ogni storia ci sono delle persone. Ed è grazie a queste che il sistema può essere migliorato. Per una burocrazia più umana.

Se anche tu hai vissuto una situazione simile, non aspettare che si aggravi: vieni da noi prima. Possiamo aiutarti a capire cosa fare, come farlo, e in quale ordine.

Se anche tu hai vissuto una situazione simile, puoi contattarci tramite il nostro gruppo Facebook: facebook.com/groups/airesos.

Per assistenza individuale: [email protected] — oggetto: HELPDESK AIRE


di Aire Sos