Il Secolo XIX compie 140 anni

martedì 28 aprile 2026


Ieri è stato celebrato il 140° anniversario del quotidiano genovese Il Secolo XIX. In occasione dell’evento è stato inaugurato l’Archivio storico della Fondazione Il Secolo XIX, un’operazione culturale che restituisce a Genova la memoria collettiva impressa sulle pagine del Decimonono dal 25 aprile 1886 a oggi. L’archivio non sarà soltanto un luogo di conservazione, ma una vera e propria infrastruttura culturale moderna, aperta a studenti, ricercatori e cittadini desiderosi di approfondire la storia del territorio attraverso la lente del giornalismo d’inchiesta e della cronaca locale. L’Archivio storico si sviluppa in un unico percorso che mette in relazione memoria e contemporaneità. La prima sala accoglie le raccolte dal Secolo XIX dal 1886 al 1926 che raccontano i primi 40 anni di vita del quotidiano diretto da Michele Brambilla. Accanto a queste, una selezione di volumi con le prime pagine che hanno segnato i momenti più significativi della storia nazionale.

Al centro della sala, un tavolo multimediale introduce una seconda modalità di lettura: tre postazioni digitali consentono di sfogliare i materiali d’archivio. Una timeline luminosa e interattiva accompagna il visitatore attraverso le fasi di sviluppo del quotidiano, intrecciandole con le trasformazioni della società. Nella sala adiacente un’installazione multimediale costruita intorno a un tavolo proiettato mette al centro il lavoro giornalistico, contenuti e fonti. Le installazioni sono progettate per dialogare con una digital library dedicata, che ospiterà il corpus digitalizzato dell’archivio storico del giornale, in connessione con la digital library del Ministero della Cultura. Presente alla cerimonia di taglio del nastro, assieme ai giornalisti e ai lavoratori del giornale, anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa. “Le pagine del Decimonono sono, da sempre, lo specchio dell’anima di Genova e della nostra comunità. Entrare in questo archivio significa camminare nel tempo e riscoprire la nostra identità”, ha osservato, augurando poi al Decimonono “altri 140 anni di informazione libera. Buon compleanno al Secolo XIX, alla sua Fondazione e, soprattutto, a tutti i suoi lavoratori di ieri e di oggi”.

All’inaugurazione è intervenuto anche il presidente della Regione Marco Bucci. “Avete mai fatto caso a quante persone hanno lavorato qui in 140 anni?”, ha detto il governatore. “Quante famiglie di Genova hanno avuto il loro sostentamento proprio perché un familiare lavorava in questo giornale? Quale sia stato l’effetto economico e occupazionale di questi 140 anni? Se si fanno i conti, il dato è enorme. Ed è un elemento che dobbiamo sempre tenere in mente. Queste sono attività che danno una ricaduta sul territorio fondamentale”. Secondo Bucci, “l’informazione è sempre un veicolo di cultura, che è il cappello che sta sopra l’economia, gli investimenti, l’istruzione, la qualità di vita. E l’informazione fa cultura: noi siamo assolutamente convinti che l’informazione sia un veicolo importantissimo per la cultura di oggi. Si dice che la gente legga meno, ma non è così: si legge di più ma magari cose che sono poco precise, per usare un eufemismo. Io vedo però i giovani che leggono tantissimo, più sul telefonino e forse meno sulla carta, ma leggono”.

Per Bucci, “c’è bisogno di chi sia capace a scrivere, a distinguere la cronaca dal commento come nel giornalismo anglosassone, a dare dei messaggi importanti e capire che non è importante quello che uno dice o scrive ma quello che gli altri capiscono: talvolta bisogna fare questo sforzo per capire gli altri, cosa gli altri possono recepire di quello che diciamo. Questo è lo sforzo principale di tutte le testate giornalistiche e dell’informazione in generale e io sono convinto che sia assolutamente necessario per dare quello sviluppo della cultura che serve in un territorio, una città, una regione e la nostra nazione per gestire il futuro, fare i progetti per le nuove generazioni. Grazie quindi per quello che avete fatto in questi 140 anni: il fatto che ci sia l’archivio è per me una cosa importantissima perché, come abbiamo sempre detto non c’è futuro senza memoria e l’archivio è una parte importante della memoria”.


di Redazione