martedì 31 marzo 2026
L’ora legale di 12 mesi è una frescaccia della più bell’acqua. Mi meraviglio che l’Italia, così amante dei documentari Walt Disney, Geo, e di altri sostituti dei culti religiosi, che quasi di nuovo adora “madre natura” nel bosco sacro della dea Vesta, poi sia disposta a vivere per tutta la vita in un tempo sfalsato e innaturale al massimo. Nel mondo rovesciato tutto va a gambe all’aria. Chissà se tra chi afferma a bocca aperta “ci vorrebbe l’ora legale tutto l’anno!”, il nuovo Gloria che – se fossimo complottisti – sembrerebbe uno slogan subliminale, vi sono gli stessi che, per far vedere che sulla tastiera sanno fare un ragionamento autodidatta e spiazzante, commentano i post sulla professoressa accoltellata dal “bambino”. E non sanno che a 13 anni non si è più bambini: una volta si era “ragazzi” o “ragazzini”. Su quelle coltellate i commentatori in salsa Amica geniale sparano un’altra topica che più o meno consiste nel dire “e sì, però la professoressa avrà detto qualcosa di sbagliato”, oppure “forse era una cattiva professoressa”. Poi, pur dicendo e scrivendo su giornaloni e tg che i tredicenni sono dei “bambini”, questi commentatori astigmatici sembrano gli stessi di “wow, è giusto che i giovani votino a 16 anni”. A 16 anni, quando qualcuno già lavora ma altri ancora conservano il ciucciotto nel cassetto epperò scopano, ma senza mai spazzare il pavimento.
Non basta, ci sono anche altri abominevoli uomini delle tastiere che acconsentono a slogan come “Meloni al rogo” o “Schlein al rogo”. La mia generazione è in parte seguace dei giovani-vecchi che oggi si sono convertiti al giovanilismo perenne. Qualcuno gira con la tessera di Avs in tasca su un’auto strafica, qualcuno se ne vola alle Canarie compagnato dalla “donna che mi aiuta per le pulizie”, qualcuno sente a tutto volume i nuovi trapper e si profuma col delizioso Liquid Brun di French Avenue. Però, a parte gli scervellati, nessuno qualche decennio fa, nemmeno a 3 anni, si sarebbe sognato di raccomandare al mondo di mettere una donna su una catasta di legno e darle fuoco. Quello era il mondo tribale di Giordano Bruno, dell’Inquisizione spagnola e di Giovanna d’Arco. Ma nel mondo rovesciato a tutto si appicca fuoco e tutto svanisce nell’aria... e come… e quanto. Ma da che parte va l’aria? Da nessuna parte o da tutte le parti?
Se potessi parlare di vaccini in senso figurato, direi che ne servirebbero due, universali quanto utopici. Il primo utile ad aprire la mente e così fare inferenze (ragionamenti) intelligenti, come si conviene a 20, 40, 60, 80 anni; il secondo perché si pratichi una iniezione di etica nell’intero corpo sociale, prima che questo diventi per sempre un porco sociale. La gente delle parole sparse sui social come il seme di Onan è il corpo della gente senza parole. Il sapiente autosupposto è una lettera morta: sempre spedita e mai arrivata al proprio spirito. È uno zombie di massa, quell’umanità dimessa che aspetta un nemico inesistente nel Deserto dei Tartari, senza sapere che invece siamo sempre noi il primo nemico di noi stessi.
di Paolo Della Sala