Il coraggio dell’ascolto: intervista a Barbara Casati (Video)

mercoledì 25 marzo 2026


Nel labirinto della cronaca quotidiana, ci sono storie che non possono essere solo “raccontate”, ma che richiedono un impegno costante per essere cambiate. Per questo, nel nostro percorso al fianco delle forze dell’ordine, noi de L’Opinione abbiamo incontrato il Commissario Capo Barbara Casati, della Squadra Mobile di Bari. ​Dirigente della Polizia di Stato, la dottoressa Casati non rappresenta solo l’autorità, ma quel “volto umano” dello Stato che accoglie, protegge e agisce. In questa intervista esclusiva, abbiamo esplorato la frontiera delicata delle violenze di genere e domestiche.

UNA VITA IN PRIMA LINEA

​Il racconto inizia dal percorso umano e professionale di Barbara Casati. Una carriera costruita sulla dedizione, dove la professionalità del poliziotto si fonde con la sensibilità necessaria per trattare temi che feriscono l’anima prima ancora del corpo. Essere una dirigente della Polizia di Stato oggi significa saper coniugare il rigore delle indagini con la capacità di leggere i silenzi delle vittime.

ROMPERE IL SILENZIO

​Uno dei nodi centrali del nostro incontro è stato il delicato momento della scelta: quando denunciare? Il Commissario ha sottolineato come la tempistica sia spesso il riflesso di un percorso psicologico complesso. La Polizia di Stato non si limita ad aspettare dietro una scrivania; l’approccio è cambiato radicalmente. ​Prima della denuncia esiste l’accoglienza in spazi protetti per far sentire la vittima al sicuro. C’è poi una guida costante per evitare la vittimizzazione secondaria. Infine, un monitoraggio che non lascia sola la persona una volta usciti dal commissariato.

​Abbiamo parlato di strumenti. In un mondo sempre più digitale, la Polizia risponde con l'innovazione: l’app YouPol. Uno strumento fondamentale che permette di segnalare — anche in forma anonima — episodi di violenza di genere o bullismo, inviando messaggi, foto e video in tempo reale alla sala operativa. Un ponte diretto che abbatte le barriere della paura.

EDUCARE PER PREVENIRE: IL LAVORO NELLE SCUOLE

​“La repressione da sola non basta, serve una rivoluzione culturale”. ​È questo il messaggio forte emerso parlando dell’impegno della Polizia di Stato nelle scuole.

Incontrare i ragazzi significa trasmettere il valore del rispetto e far conoscere le nuove norme (come il Codice Rosso) e gli strumenti di difesa. Formare i cittadini di domani è l’unico modo per estirpare la radice della violenza. ​Guarda la video intervista completa per scoprire il racconto profondo e necessario di Barbara Casati. Noi de L’Opinione continuiamo a camminare insieme a chi, ogni giorno, rischia e lavora per la nostra sicurezza. Perché l’informazione è la prima arma di difesa.


di Alessandro Cucciolla